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Solo un Servo inutile…

Io credo, adoro e spero

Purgatorio, le morti improvvise

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PURGATORIO- Le morti subitanee e impreviste sono una giustizia o una misericordia del buon Dio?

R… Codesto genere di morti talvolta sono una giustizia e talvolta una misericordia. Quando un’anima è timida e Dio sa che è preparata e pronta a comparire dinanzi a Lui, per risparmiarle gli spaventi che potrebbe provare all’ultimo momento, la porta via da questo mondo con una morte subitanea. Talvolta anche il buon Dio prende le anime nella sua giustizia. Esse non sono per questo del tutto perdute, ma private degli ultimi Sacramenti o ricevendoli in fretta, senza essersi preparate all’ultimo passo, il loro Purgatorio è molto più doloroso e si prolunga maggiormente. Altre, avendo colmato la misura dei loro delitti ed essendo rimaste sorde a tutte le grazie divine, il buon Dio le toglie dalla terra affinché non vi provochino ancor di più la sua vendetta.
(suor Maria d’Agreda)

Uno sconvolgente esorcismo registrato.

Il Diavolo parla dell’uomo, della salvezza di Dio, della superbia.
I 10 comandamenti: Questa è la legge di Dio, chi la pratica avrà la vita
Il prete lo accusa di non aver osservato la legge, e lui si arrabbia: “Non era mia, è venuta dopo…!!!”
“Lui (Gesù Cristo) giudicherà le vostre azioni commesse, volontarie…”
il prete incalza… “solo le azioni? e i Pensieri, i desideri..”
Il Diavolo risponde: “I pensieri e i desideri sono miei, poi c’è il consenso e la caduta!”
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Dio è Padre

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Quando furono messi alla prova, benché puniti con misericordia, compresero come gli empi dovettero soffrire
Sotto un giudizio adirato.
Infatti tu provasti gli uni come un padre che ammonisce, mentre punisti gli altri come un re che condanna
Sapienza 11, 9-10

Dio è un Padre che rimprovera anche aspramente i propri figli, ma solo per ammonire, il suo è un cuore di Padre sempre aperto al perdono.

118I coniugi, di origine albanese, nei giorni scorsi hanno chiesto l’aiuto ad un esorcista. Anche una delle due figlie aveva già riportato bruciature. I cinque sono stati ricoverati, padre e madre sono stati sottoposti a Tso

Erano convinti che i propri figli fossero posseduti dal demonio. Lo hanno raccontato ai carabinieri di Prato. Lo hanno ripetuto ai medici dell’ospedale Santo Stefano. E giorni prima lo avevano confidato anche al parroco, al quale avevano chiesto un esorcismo. Quelle ustioni sulle braccia del figlio di 15 anni, e di una delle figlie di vent’anni, sono “opera del demonio“. Adesso l’intera famiglia albanese è stata ricoverata in psichiatria negli ospedali di diverse città toscane, come riporta Il Tirreno. Per il padre e la madre è stato disposto il trattamento sanitario obbligatorio.

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L’Esorcismo di Anneliese Michel

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annalise mitchell

“Da noi non c’è ritorno! L’inferno è per tutta l’eternità! Nessuno torna indietro! Qui non c’è amore, c’è solo odio, combattiamo sempre, ci combattiamo l’un l’altro.”

La storia che stiamo per raccontarvi, nella sua ampia complicanza, ci trasporta nella realtà più “buia” e profonda della possessione diabolica. 
Questo caso tutt’oggi alimenta paure e incomprensioni arrivando a dividere aspramente persino i membri della Chiesa riguardo l’avvenuto, ma coloro i quali furono presenti agli esorcismi, prendendo nota di quanto il demonio rivelava sotto costrizione divina, hanno lasciato ai posteri una testimonianza che lascia spazio a pochi dubbi.
La vicenda di Anneliese Michel, ragazzina posseduta a causa dei peccati degli uomini di Chiesa e dei peccati del mondo, sconvolse l’opinione pubblica in maniera radicale ed ispirò per i decenni a venire numerosi libri e pellicole cinematografiche.
Ma cosa realmente avvenne? E perché le rivelazioni del demonio furono pubblicate solo molti anni dopo la conclusione dell’esorcismo?

La storia

Anneliese Michel nacque in Germania il 21 settembre 1952, più precisamente nella cittadina bavarese di Leiblfing; crebbe in una famiglia cattolica di stampo tradizionalista ed i suoi genitori, Josef e Anna Michel, furono molto premurosi nel farle ricevere un’adeguata istruzione religiosa.

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Cartoline dall’Inferno

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La lettera non è molto lunga ma il suo contenuto dura l’eternità. Vera o presunta (per chi non vuole credere) che sia, ringraziamo il cielo che abbia avuto più di un Imprimatur, il primo dal vescovo della Diocesi di provenienza, l’ultimo nel 1952 da parte del Vicariato di Roma. Una Lettera davvero speciale trovata fra le carte di una giovane morta in un educandato. Una persona che non si fece mai pubblicità, e che si dimostrò poi essere una giovane di grande preghiera. Questo offre credibilità ai fatti e alla misteriosa divulgazione che ebbe in seguito.Il successo di questo breve testo si deve poi a coscienziosi sacerdoti i quali, spesso e dopo una confessione, davano proprio come “penitenza e meditazione” la lettura di questa Lettera da unire alla lettura del Catechismo (all’epoca c’era quello detto San Pio X).

Clara e Annetta, giovanissime, lavoravano in una Ditta commerciale a *** (Germania).

Non erano legate da profonda amicizia, ma da semplice cortesia. Lavoravano ogni giorno l’una accanto all’altra e non poteva mancare uno scambio di idee. Clara si dichiarava apertamente religiosa e sentiva il dovere d’istruire e richiamare Annetta, quando questa si dimostrava leggera e superficiale in fatto di religione.

Trascorsero qualche tempo assieme; poi Annetta contrasse matrimonio e si allontanò dalla Ditta.
Siamo nell’autunno del 1937, la donna che scrive, riceve una telefonata dalla madre, e apprende che la sua amica Annetta era morta in seguito ad un incidente automobilistico.
La notizia la spaventa alquanto. Sapeva che Annetta non era mai stata molto religiosa: era preparata, allorché Dio, così d’improvviso, l’aveva chiamata a sé?
Era preparata a presentarsi davanti a Dio? … Morendo all’improvviso, come si sarà trovata?..
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L’indomani ascoltò la S. Messa e fece anche la Comunione in suo suffragio, pregando fervorosamente. La notte, come lei stessa racconta, dormì inquieta e fu svegliata come da un violento bussare. Accese la luce e l’orologio sul comodino segnava dieci minuti dopo la mezzanotte.
Non vide nessuno e nessun rumore si udiva per tutta la casa.
“Mi sentii invadere irresistibilmente da una sensibilità interiore. Mi alzai e scesi nella cappella di casa come ogni mattina; nell’aprire la porta di casa, inciampai in un fascio di fogli da lettera sciolti.
Raccoglierli, riconoscere la scrittura di Annetta e gettare un grido fu la stessa cosa.

Tremante tenevo i fogli in mano, lasciai la casa e salii per un sentiero montano. Mi sedetti, afferrai la lettera e mi misi a leggerla.
Mancava la firma, ma la scrittura era di Annetta. Lo stile il suo, anche se duro e non amabile come lei sapeva essere.
Il suo scritto dal mondo di là lo riporto qui, parola per parola , come l’ho letto allora. Suonava così”.

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La Salvezza

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benedetto xvi…vorrei aggiungere che Dio, in ogni caso, non costringe nessuno alla salvezza. Dio accetta la libertà dell’uomo.
Non è un incantatore, che, alla fine, sistema tutto e realizza il suo “happy end”.
E’ un vero padre; un creatore che afferma la libertà, anche quando essa lo rifiuta.
Per questo la volontà salvifica di Dio non implica che tutti gli uomini giungano necessariamente alla salvezza.

C’è la potenza del rifiuto. Dio ci ama.
Dobbiamo solo essere tanto umili da lasciarci amare.
Ma dobbiamo continuare a chiederci se non abbiamo la presunzione che vuole fare da sé;

se non priviamo l’uomo creatura e il Dio creatore della loro grandezza e dignità, togliendo alla vita dell’uomo la sua serietà e riducendo Dio a un incantatore o a una sorta di nonno, rispetto al quale tutto è indifferente. Anzi, è proprio l’incondizionata grandezza dell’amore di Dio a non escludere la libertà del rifiuto e, quindi, la possibilità della dannazione….

JOSEPH RATZINGER – da “Il Dio vicino” L’eucarestia cuore della vita cristiana

Ogni peccato porta con se’ il castigo

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satanaEsorcista – In nome…

Demonio – E’ tanto breve la vostra vita sulla terra! Brevi sono le gioie del peccato e interminabile, eterna è la condanna. Così pure breve è il tempo delle croci, anche se sembra interminabile, mentre eterno sarà il premio a voi concesso per la vostra fedeltà.

Esorcista – Di’ la verità…

Demonio – Quanto poco valgono le gioie del peccato che potete godere in questo mondo, se pensate alla spaventosa situazione che esso porta con sé per l’eternità e spesso già in questa vita! Si, il peccato porta spesso con sé il suo castigo anche in questo mondo. Chi invece soffre in questa vita può essere riconoscente all’Altissimo, perché con le sue sofferenze riduce o elimina del tutto la pena del purgatorio. Non sottovalutate il purgatorio: i dolori che là si soffrono sono terrificanti in confronto ai dolori della vita. L’inferno però è ancora più terrificante e non avrà mai fine. Perciò voi, se foste furbi e saggi, cerchereste di cancellare, fin che siete nella vita terrena, tutte le pene che altrimenti dovreste patire in purgatorio. Pregate l’Altissimo (Guarda in su), pregate per avere da lui la grazia del pentimento, specialmente in questo tempo di quaresima! Pregate per ottenere un vero pentimento del cuore e per divenire migliori. Io sono stato costretto a dirvi queste cose; ora tocca a voi saperne approfittare.

 

Gloria o Dannazione

Il volto del divisore…

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Una ragazza durante un esorcismo disegna quello che vede: il diavolo. Centinaia di disegni con la faccia del diavolo. Tutti diversi ma tutti uguali. In studio la grafologa Boille. E poi quando il diavolo tenta di strappare le prove della sua esistenza. Come nel caso del Diario di Santa Gemma Galgani. Il suo graffio è la prova di tutto questo.

Molti anni fa discorrevo con un noto sacerdote carismatico che aveva fondato un gruppo ecclesiale riconosciuto da alcuni Vescovi.

Iniziammo a parlare di Natuzza Evolo e, con mia grande sorpresa, il sacerdote affermò che, secondo lui, Natuzza faceva dello spiritismo a buon mercato. Rimasi  molto contrariato da questa affermazione, per una forma di rispetto non risposi al famoso sacerdote ma, nel mio cuore, subito pensai che tale grave affermazione nasceva da una forma non nobile di invidia verso una povera donna analfabeta alla quale migliaia di persone si rivolgevano ogni mese ottenendone sempre un sollievo nell’anima e nel corpo.

Con gli anni cercai di studiare il rapporto di Natuzza con i defunti e mi resi completamente conto che la mistica calabrese non andava assolutamente considerata come una “medium”. Infatti, Natuzza non invoca i defunti chiedendo loro di venire da lei e le anime dei morti le compaiono non per sua decisione e volontà, ma unicamente per volontà delle anime stesse grazie ovviamente al permesso divino.

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