La Beata Vergine parlava alla sposa Santa Brigida, dicendo: “Novella sposa di mio figlio! Rimettiti i tuoi abiti e al collo indossa il collare, ossia la Passione di mio Figlio” (Libro I, 54)

Racconto della Passione di Gesù Cristo

“Poiché si avvicinava il tempo della Passione di mio Figlio, tutti i suoi nemici lo trascinarono via con percosse sulle guance e sul collo; e dopo avergli sputato addosso, si presero beffa di lui. Poi lo condussero alla colonna; qui si tolse gli abiti da solo e si avvicinò alla colonna con le proprie mani che i nemici legarono senza misericordia.

Era tenuto in lacci e non aveva nulla per coprirsi: era nudo e dovette sopportare e patire la vergogna della nudità.

I suoi amici erano fuggiti e i suoi nemici, sollevandolo, lo circondarono da ogni parte e frustarono il suo corpo puro con ogni corruzione e ogni peccato…
Vidi il suo corpo flagellato e straziato fino alle ossa, tanto che gli si scorgevano le costole e la cosa più amara fu che, quando smisero di flagellarlo, ne scavarono e straziarono le carni.

E quando mio Figlio, rosso di sangue e trafitto, rimase in piedi in questo stato, tanto che in lui non restava nulla di sano, ripresero a flagellarlo e qualcuno disse con apprensione: ‘Come? Lo farete morire senza averlo giudicato?’ E subito gli tagliò i lacci.

Così mio Figlio si rimise i suoi abiti; e allora vidi che i suoi piedi erano in una pozza di sangue; i suoi nemici non tollerarono che si vestisse, e lo spinsero obbligandolo a camminare.
Quando lo portarono via come un ladro, mio Figlio si asciugò il sangue dagli occhi; e quando l’ebbero giudicato, gli fecero portare la croce; e dopo che l’ebbe portata per un pezzo, qualcun altro la prese e la portò per lui.

Tuttavia, mentre si avvicinava in questo modo al luogo della Passione, alcuni lo colpivano al collo, altri al volto; fu percosso con forza e violenza e sebbene non vedessi chi lo picchiava, ne sentivo i colpi.
Quando arrivò sul posto della Passione, vidi che erano stati approntati tutti gli strumenti destinati a dargli la morte; mio Figlio si tolse da solo gli abiti, mentre i soldati dicevano fra di loro: ‘Le sue vesti sono nostre, poiché non le riavrà: è stato condannato a morte’.

Mio Figlio era lì, nudo come quando era nato; allora qualcuno gli porse un velo per coprire la sua nudità e ciò gli diede grande gioia interiore.
Poi i boia, duri e crudeli, lo presero e lo fecero stendere sulla croce, inchiodando per prima la mano destra al palo, che era stato perforato in modo da far passare il chiodo.
E gli trafissero la mano proprio nel punto in cui l’osso è più duro e forte; e, tirando l’altra mano verso il foro con una corda, lo crocifissero.
Poi fissarono con due chiodi il piede destro e il sinistro, che si tesero rompendo tutti i nervi e tutte le vene.
Dopo aver fatto ciò, essi gli misero sul capo una corona di spine, la quale trafisse cosi profondamente la testa di mio Figlio che i suoi occhi si coprirono di sangue, e così pure le orecchie e la barba! Egli, rosso di sangue e ferito, ebbe pietà di me, che assistevo addolorata e gemente e lanciò uno sguardo a San Giovanni, figlio di mia sorella, raccomandandomi a lui…

Vedendo me e i suoi amici che piangevano inconsolabili, mio Figlio disse ad alta voce con tono implorante: ‘Padre mio, perché mi hai abbandonato?’ Come se dicesse: ‘Sei l’unico che abbia pietà di me, Padre mio!’ Allora vidi i suoi occhi tramortiti, le gote bagnate, il viso dolente e la bocca aperta, con la lingua rossa di sangue; il ventre aderiva al dorso, tutti i liquidi erano fuoriusciti, come se non ci fossero più le viscere.
Vidi il suo corpo pallido e sfinito, a causa del sangue che aveva perso, con le mani e i piedi rigidi e tesi sulla croce, con la barba e i capelli intrisi di sangue.

Il cuore di mio Figlio, straziato, livido, solo, batteva ancora perché era di fibra buona e forte, in quanto aveva assunto dalla mia carne un corpo puro, sano e di buona costituzione.
La sua pelle era così morbida e delicata che bastava colpirla leggermente per farne sgorgare il sangue.
Il suo sangue era così vivo che lo si vedeva scorrere sotto la pelle.
Ed essendo mio Figlio di natura forte, la vita lottava contro la morte in un corpo lacerato. Quando il dolore saliva dalle membra e dai nervi trafitti del corpo al cuore, la parte più sensibile e più pura in lui, il cuore provava una sofferenza incredibile; e quando il dolore scendeva dal cuore alle membra lacere, egli ritardava con amarezza la sua morte…

La morte si avvicinava, e poiché il cuore di mio Figlio si spezzò per l’intensità del dolore, tutte le membra ebbero un sussulto; egli protese un poco il capo e poi lo reclinò.
Vedemmo la sua bocca aperta e la lingua coperta di sangue; le sue mani si erano scostate leggermente dal foro della croce e per questo i piedi sostenevano un carico maggiore; le dita e le braccia si distesero e la schiena aderì al tronco.

Allora alcuni mi dissero: ‘Maria, tuo Figlio è morto’;
e altri: ‘Tuo Figlio è morto ma resusciterà’.

Mentre pronunciavano queste parole, venne un soldato e affondò a tal punto la lancia nel costato di mio Figlio che quasi usciva dall’altro lato! E non appena ebbe ritratto la lancia, il petto si copri di sangue.
Allora, vedendo che il cuore del mio amato Figlio era stato lacerato, mi parve che lo fosse anche il mio.

Poi egli venne calato dalla croce ed io lo presi sulle mie ginocchia come un lebbroso, completamente livido e straziato, poiché i suoi occhi erano morti e pieni di sangue, la bocca era fredda come la neve, la barba sembrava corda e il volto era contratto; le mani erano talmente rigide che non si riusciva a piegarle sull’ombelico; essendo stato in croce, mentre lo tenevo sulle ginocchia aveva tutte le membra irrigidite.
Fu immediatamente avvolto in un lenzuolo pulito e bianco; e gli detersi le piaghe e le membra con un panno; gli chiusi gli occhi e la bocca, che erano rimasti aperti nel momento della morte. Infine venne posto nel sepolcro. Ecco, figlia mia! Cos’ha sofferto per voi mio Figlio”.
Libro I, 10

Gesù rivela alla sua sposa come si diede liberamente alla Passione

Il Figlio di Dio parlava alla sua sposa dicendo: “Io sono il Creatore del cielo e della terra e il corpo che è consacrato sull’altare è il mio vero corpo.
Amami con tutto il cuore, perché io ti ho amato. Ho dato liberamente me stesso ai nemici, e i miei amici e mia Madre sono stati colti da un dolore amarissimo e si sono sciolti in lacrime.
Quando vidi la lancia, i chiodi, le fruste e gli altri strumenti preparati per la mia Passione, mi accostai comunque a loro con gioia. E sotto la corona di spine, sebbene il capo grondasse di sangue e il mio sangue scorresse ovunque ed i nemici mi ferissero al cuore, avrei preferito essere straziato in due piuttosto di non averti e non amarti.
Per questo saresti davvero ingrata se non mi amassi come riconoscenza del grande amore di cui ho dato prova nei tuoi confronti.
Se il mio capo è stato trafitto dalle spine e si è piegato sulla croce, la tua testa deve chinarsi con umiltà; e poiché i miei occhi erano pieni di sangue e di lacrime, devi astenerti da ciò che diletta la vista; e poiché le mie orecchie erano colme di sangue e hanno sentito che venivo denigrato, le tue orecchie non devono ascoltare parole beffarde, sciocche e leggere; e poiché hanno bagnato la mia bocca con una bevanda amara anziché gradevole, devi chiudere la bocca alle parole cattive e aprirla a quelle buone; e poiché le mie mani sono state distese e inchiodate sul patibolo, le tue opere, simboleggiate dalle mani, devono essere tese ai poveri e ai miei comandamenti; i tuoi piedi, ossia gli affetti con cui devi venire a me, devono essere crocifissi ad ogni voluttà; e poiché ho sofferto in tutte le mie membra, così le tue devono essere pronte e disposte a ubbidirmi, perché esigo un maggior servizio da te che dagli altri, in quanto ti ho dotata e arricchita di una grazia più grande ed eccelsa”.
Libro 1, 11

I dolori di Maria durante la Passione di Gesù

“Alla morte di mio Figlio, avevo il cuore trafitto da cinque lance: la prima lancia era vedere il mio amatissimo Figlio onnipotente nudo, legato alla colonna, senza poterlo coprire.
La seconda erano le accuse delle bestemmie vomitate su di lui, in quanto era accusato di essere un traditore, un uomo bugiardo e perfido, e una spia sleale, lui che sapevo giusto, veridico; lui che non aveva mai voluto offendere nessuno.
La terza lancia era la corona di spine che aveva trafitto il suo capo in modo così disumano che il sangue gli colava in bocca, nella barba e nelle orecchie.
La quarta era la sua voce lamentevole sulla croce, mentre diceva: ‘Padre mio, perché mi hai abbandonato?’, come se intendesse dire: ‘Sei l’unico che possa avere misericordia di me’.
La quinta lancia che ha trapassato il mio cuore era la sua morte amarissima, e mi sono sentita come se il mio cuore fosse stato ferito con altrettante lance, tanto che dalle vene è sgorgato il sangue.

Le vene dei suoi piedi e delle sue mani sono state trafitte, e il dolore dei nervi spezzati ha risposto con forte intensità al cuore, e dal cuore ai nervi senza tregua, poiché il suo cuore era delicatissimo, e la sua vita e la sua morte lottavano una contro l’altra: così la sua vita si protrasse in mezzo a dolori lancinanti.

Vedendo mio figlio più disprezzato di un lebbroso, uniformai la mia volontà alla sua, ben sapendo che tutte le cose erano state compiute secondo la sua volontà e che non si poteva fare nulla senza il suo permesso e lo ringraziai per tutto ciò. La sua gioia si accompagnava al dolore, poiché vedevo che era innocente e che aveva voluto soffrire con così tanto amore per i peccatori.

Dunque, tutti coloro che sono al mondo si rendano conto che ho assistito alla morte amara e crudele di mio Figlio, e gli occhi del loro spirito lo ricordino sempre”.
“Sposa di mio Figlio, vestiti e sii salda, perché mio Figlio si avvicina a te” diceva la Madre di Dio alla sposa. “La sua carne è stata schiacciata come in una pressa: perché, così come l’uomo ha mancato con perversità in tutte le membra, allo stesso modo mio Figlio ha soddisfatto proporzionalmente in tutte le sue.
I suoi capelli erano sparsi, i nervi spezzati, le giunture staccate, le ossa straziate, le mani e i piedi inchiodati; il suo spirito era turbato, il cuore afflitto dal dolore; e le sue viscere aderivano alla schiena, perché l’uomo ha peccato in tutte le sue membra”.
Libro I, 45

Per il giorno della Passione

“Egli fu trascinato e gettato a terra con tale crudeltà, che la testa urtò il suolo e i denti vibrarono e fu percosso con così tanta forza al collo e sulle guance, che il suono e il contraccolpo giunsero alle mie orecchie e al mio cuore.

Poi, su ordine del boia, si spogliò da solo, abbracciando con decisione la colonna; il suo corpo venne straziato e piagato con molti colpi di frusta.
Alla prima percossa fui colpita al cuore dal contraccolpo e per poco non svenni; poi, riprendendo coscienza, vidi il suo corpo interamente straziato, perché mentre lo flagellavano era nudo.

Allora uno dei boia che assistevano alla scena disse: ‘Come? Lo volete far morire senza che venga giudicato e, cosi facendo, causare anche la vostra morte?’ E dicendo ciò tagliò i lacci. E mio Figlio, essendo stato slegato dalla colonna, per prima cosa si coprì; ma non gli diedero il tempo di rivestirsi; mentre lo trascinavano via, infilò le braccia nelle maniche.
Le sue orme attorno alla colonna erano talmente piene di sangue, che potevo individuarle una ad una, e capivo dove era passato dalle macchie di sangue che aveva lasciato. Allora si sfregò il viso insanguinato con la tunica. Poi, dopo che lo ebbero giudicato ed ebbe preso la croce, fu condotto sul Calvario; ma lungo la strada fermarono un altro uomo perché lo aiutasse a portare la croce.
Giunto sul luogo in cui dovevano crocifiggerlo, vide subito un martello e quattro chiodi appuntiti; gli ordinarono immediatamente di spogliarsi e lui obbedì coprendosi con un piccolo panno, cosa che gli recò un po’ di conforto; poi andò a farsi crocifiggere. La croce poggiava per terra e i bracci erano in alto, di modo che l’incrocio fra le travi veniva a trovarsi fra le spalle di mio Figlio; il capo poggiava contro la croce, e la tavola dell’iscrizione era stata fissata sopra la testa e le braccia. Le braccia erano state inchiodate più in alto della testa.
Non appena gli fu ordinato di stendersi sulla croce, egli si sdrai” volgendo le spalle alle assi. Gli dissero di porgere la mano: diede per prima la destra; e poiché la sinistra non arrivava al foro, la tesero; nemmeno i piedi arrivavano ai buchi, allora li tirarono e li incrociarono un po’ più in basso delle cosce; poiché erano separati, vennero inchiodati alla croce con un chiodo ciascuno, conficcato là dove l’osso era duro, come avevano fatto alle mani.

Al primo colpo di martello quasi caddi in estasi e nella veglia vidi mio Figlio e udivo che gli uomini parlavano di lui in vari modi; alcuni dicevano: ‘Cos’ha fatto? Ha commesso un furto, una rapina o detto una menzogna?’ Altri rispondevano che era un mentitore.

Allora gli posero sul capo la corona di spine che scendeva fino a metà della fronte.
Diversi fiotti di sangue, aperti dalle spine, colavano lungo tutto il suo volto, riempiendo i capelli, gli occhi, la barba, al punto che tutto mi sembrava sangue; egli non poté vedermi mentre assistevo alla scena, poiché il sangue gli era colato persino negli occhi.
Dopo avermi raccomandata al suo discepolo ed aver levato al cielo la testa e gli occhi pieni di lacrime, gridò con una voce che nasceva dal cuore: ‘Mio Dio! Mio Dio! perché mi hai abbandonato?’ Era una voce che non potei mai dimenticare finché non salii al cielo; infatti aveva pronunciato queste parole perché era commosso più per la mia sofferenza che per la sua.

Il colore della morte ne ricoprì tutte le membra, tanto che si potevano vedere le sue mascelle attraverso il sangue, e le sue gote aderire ai denti; le costole sporgevano talmente che era possibile contarle; il ventre aderiva alla schiena; il cuore, vicino alla piaga, fece tremare tutto il corpo e la barba ricadde sul petto. Allora io, ridotta a un cencio, caddi per terra. La sua bocca era aperta, come quando aveva esalato l’ultimo respiro e si vedevano la lingua, i denti e il sangue; gli occhi erano semichiusi, rivolti in basso e il corpo già morto pendeva tutto ripiegato su di sé; le ginocchia erano curve verso un fianco e i piedi erano spostati sui chiodi che sporgevano in basso come ganci.

In seguito, dato che il costato era stato aperto, quando ne estrassero la lancia sulla punta dell’asta comparve una specie di colore bruno, e capimmo che il suo cuore era stato passato da parte a parte; questo colpo penetrò talmente nel mio cuore che mi stupisco di non esserne morta.
Gli altri se ne andarono ma io non potei; provavo un po’ di consolazione poiché il suo corpo era stato deposto e calato dalla croce, tanto che potevo toccarlo, tenerlo in`grembo, sondare le piaghe e toglierne il sangue.
Poi gli chiusi gli occhi e la bocca con le dita.
Le braccia erano rigide e non riuscii a piegarle per incrociarle sul petto, ma solo sul ventre; non riuscii neanche a stendere le ginocchia poiché erano incurvate cosi come si erano irrigidite sulla croce”.
Libro IV, 70