domanda:

In teoria sono  musulmana..e dico in teoria perché non s’ho niente dell’islamismo. I miei genitori lo sono e di conseguenza anche io..non sono una tipa religiosa ma in Dio ci credo..e non parlo di Gesù, Allah o chiunque sia..in qualcuno che ci osserva da la sopra o dove sia.. Perché penso che Dio non faccia altro che osservarci, forse decide chi muore e chi nasce, ma quello che passiamo (sofferenze, dolori, gioe e tutto quello che la vita ti da)  nel corso della nostra vita ce lo creiamo da soli..Siamo diventati abbastanza autodistruttivi, vediamo e creiamo problemi anche dove non ce ne sono.. Ho sentito gente dire ” Se esiste Auschwitz non può esserci un Dio”..e io mi chiedo cosa c’entra Dio in tutto questo..non è lui che ha spinto qualcuno a far succedere tutto questo, non è lui il favorevole alle guerre..però ci sono ugualmente perché siamo noi a farle e non c’è nessuno che ce le impone.. Tutte le colpe di tutte le ingiustizie del mondo sono date a Dio anche se siamo noi i principali colpevoli!! Mille volte mi sono chiesta con quale criterio Dio sceglie chi deve morire e chi no, ma non troverò, anzi non troveremo, mai una risposta e  perlomeno adesso! Non so se credere al paradiso o all’inferno o quello che sarà, non so se la vita ultraterrena esiste.. per ora vivrò in tutto e per tutto questa!!
Ora vorrei sentire la vostra di opinione.. vorrei vedere chi è pro e chi contro la mia opinione con le spiegazioni. Grazie in anticipo :) (Sono una ragazzi di 16 anni)

Yahoo Answers

risposta:

Molto bello il tuo post.
Io sono cattolico, mi piace soprattutto la pacatezza non convenzionale con cui ti accosti a questi argomenti senza alcun atteggiamento da fondamentalista, sia esso islamico, cristiano, cattolico o ateo.

Io per quello che penso, anche per il rapporto che  ho con il mio Dio (che poi è lo stesso Dio di Abramo a cui tu fai riferimento) penso a quelle parole in cui Gesù ci dice:
“perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati” (Mt 10, 30)
Credo che Dio ci conosca meglio di quanto ci conosciamo noi, tuttavia credo che il rispetto che ha per la sua creatura sia talmente grande che per indagare nei nostri cuori a volte non esita a provarci:

Geremia 17:10
Io, il Signore, investigo il  cuore, metto alla prova la mente per rendere a ciascuno secondo le sue vie secondo il frutto delle sue azioni.

Oppure si allontana un attimo da noi per verificare quanto gli siamo fedeli.

Noi nella nostra libertà spesso siamo così malvagi che non esitiamo ad assumere comportamenti completamente opposti ai suoi insegnamenti, e per giunta con finalità autodistruttive.
Pensiamo ad esempio ai giovani che il sabato si ammazzano di pasticche in discoteca, da costoro lo sballo viene considerato una scelta di libertà, ma in verità non si stanno ammazzando il cervello?

Oppure te ne dico un’altra: oggi chi parla di un uso cristiano (o musulmano) della sessualità viene bollato come bigotto e antiquato, ma se ci pensi quanti di noi maschietti vorremmo che la donna della nostra vita, la madre dei nostri figli, abbia avuto centinaia di partner durante la sua giovinezza?
In fondo la compagna della tua vita non è una proiezione dell’idea che abbiamo della nostra madre? Quanto siamo disposti ad accettare che la nostra madre abbia vissuto la sua giovinezza completamente abbandonata alle passioni più turpi?

Allora dov’è la verità?

Allora forse quegli insegnamenti di Gesù o le parole espresse da Dio non sono un laccio che ci imprigiona a rigide regole che strozzano la libertà dell’individuo; piuttosto penso che l’uomo è solo un bambino viziato che non è capace di badare a se stesso, ma ha la presunzione di volerlo fare.

Siamo bambini che strillano contro il padre perché gli lasci la mano, ma nella confusione non appena non vedono più il padre cominciano a prendersela con lui perché li ha abbandonati.

Io sento nel mio cuore che il mio Dio esiste, a volte è una percezione sensibile, una presenza dello spirito molto nitida, quasi tangibile, però per arrivare a sentire Dio non è sufficiente accontentarsi di vivere il tuo rapporto con lui come ti viene, o una volta tanto quando ci pensi o sei in difficoltà.

Non smettere di parlare con Dio, e più vicino di quanto pensi.