Esiste, e produce nell’anima dell’uomo una devastazione.

Gesù dice a una mistica:

“[...] peccati come avidità, lussuria, parlar male degli altri, privare la gente di ciò che le appartiene di diritto, vendicare e calunniare, portano a tutti gli altri peccati. Diventano accettabili nel vostro mondo di oggi perché il vostro più grande amore è per voi stessi.”

Dunque spesso un peccato che riputiamo lieve è praticamente il piede di porco che forza i cardini della nostra armatura che a fatica ci siamo costruiti con la preghiera e i sacramenti.

Molto spesso il peccato viene visto da noi come un diritto di libertà, ma quante volte ci sbagliamo?

Gesù non dice: “obbeditemi perché così piace a me che sono il vostro capo”
Gesù dice nel vangelo: “Io sono la verità e la vita, conoscere la verità vi renderà liberi” (Giovanni 8, 32)

Infatti se ci pensi il mondo ci porta a credere che tutto ruota attorno a noi e la felicità viene solo dall’appagamento del nostro ego, dal fare quello che più ci piace. Gesù ti dice invece che la vera felicità ti viene dal limitare il proprio ego e dare al prossimo.

Questo è l’amore di cui parla Gesù. La parola Carità di cui si parla tanto nel vangelo non è l’elemosina, è una parola che deriva dal greco “Agape” che sta per amore, amore per il prossimo. Gesù ci dice che non tutto quello che piace ai nostri sensi è buono. Pensa per esempio a quelli che per seguire i propri sensi deteriorano il rapporto con la propria moglie, che sfasciano le famiglie. Non sono schiavi del proprio egoismo e delle proprie passioni? Oggi il mondo ti ha illuso che questo è giusto, che ognuno è liberto di amare chi gli pare, che due persone che non si vogliono più si devono lasciare. Questo modo di pensare non è il cancro che sta consumando la nostra società?

Pensa a chi ha il vizio del gioco: in televisione ti invitano a giocare a Texas Holdem’s, perché la pubblicità ti mostra che persino Buffon lo fa, e vedersi dentro un casinò, in smoking non è per nulla disprezzabile. Mai io conosco persone che si sono rovinate con il gioco. Conosco mogli che spendono capitali in gratta e vinci quando escono a fare la spesa.

Per questo Gesù ti dice che la vera verità e lui, e che la vera verità ti renderà liberi. Perché se tutti seguissimo gli insegnamenti del vangelo, mettessimo Dio e il prossimo al primo posto, nessuno si farebbe schiacciare dall’egoismo e dal peccato che ne è la conseguenza.

Per questo Gesù dice che il primo e più importante comandamento è ama Dio e il tuo prossimo come te stesso (Matteo 22, 37)

Chi ama veramente Dio odia il peccato e odia il male che è conseguenza del peccato.

Anche la storia della “Chiesa che nei secoli ha commesso grandi atrocità” è un altro grande inganno diabolico. Nessuno può negare che anche nella chiesa ci siano mele marce, ma la chiesa cos’è? Un manipolo di cardinali che si occupano di politica o il corpo mistico di Cristo? Che parte dalla sua testa, Cristo stesso, e termina nelle sue membra, io tu e tanti altri che sono stati battezzati come te e che per saziare il proprio egoismo oggi hanno ripudiato Dio ritenendolo scomodo?

Cosa siamo disposti a fare noi per la Chiesa di Cristo? Spesso additare qualche cardinale diventa un alibi per giustificare la nostra mancanza di fede. Esiste la giustizia di Dio, sia per qualche cardinale che per ciascuno di noi.

I mistici e i santi che hanno avuto e hanno anche adesso un dialogo con il mondo celeste dicono come San Paolo che la Chiesa è un corpo mistico.


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 Poiché, come in un solo corpo abbiamo molte membra e queste membra non hanno tutte la medesima funzione, così anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e ciascuno per la sua parte siamo membra gli uni degli altri. »   (Rom 12,4-5)

Se tu bestemmi e offendi Dio è come un corpo umano dove si incancrenisce una parte di questo corpo e per il quale soffre tutta la Chiesa intera. A volte il digiuno o la preghiera di un fervente credente serve a sanare quella cancrena che tu hai generato. Invece spesso noi cerchiamo qualcuno che produca un danno al corpo mistico per poterci associare pure noi a colpire.