Santa-Margherita-Maria-Alacoque

«In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio»

«In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito. Non ti meravigliare se t’ho detto: dovete rinascere dall’alto.
(Gv 3, 3-7)

Nella lettera ai Romani San Paolo ritorna sul discorso tra Gesù e Nicodemo, sull’importanza del battesimo.
Già Giovanni disse: “verrà dopo di me chi vi battezzerà con fuoco e spirito”
Gesù dice a Nicodemo: Bisogna morire e rinascere in acqua e spirito.”
San Paolo chiarisce tutto dicendo:


“non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte,
[...] Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui
[...] ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.
[...]offrite voi stessi a Dio come vivi tornati dai morti”
(Romani 6)

Con la nostra miopia stiamo perdendo la via del cielo.
Siamo convinti che tutto si esaurisce a questi quattro brandelli di carne che abbiamo cucita addosso, e che il tempo corrompe, fino a seccare e squagliarsi in polvere.

Noi siamo morti e viviamo adesso in Cristo
a nulla giova la carne
ciò che è carne è carne e ciò che è spirito è spirito.
“E’ lo spirito che vivifica, la carne non giova nulla” (Gv 6, 64)

Ragioniamo come uomini piccoli, a causa della zavorra dei nostri peccati e della miseria della nostra anima malata.

La grandezza della Chiesa, quella depositaria della verità di Cristo, sta in questo, nell’aver accolto il significato delle parole di Gesù.

“non siamo più sotto la legge, ma sotto la grazia[...]fratelli miei, anche voi, mediante il corpo di Cristo, siete stati messi a morte quanto alla legge, per appartenere ad un altro, cioè a colui che fu risuscitato dai morti, affinchè noi portiamo frutti per Dio.[...]Ora però siamo stati liberati dalla legge, essendo morti a ciò che ci teneva prigionieri [Il Peccato]“

Ormai viviamo in Cristo, siamo membra del suo corpo, al cui capo sta proprio lui quel Cristo che ci giustifica agli occhi del Padre.

Quando cadiamo nel peccato feriamo questo immenso corpo mistico.
Come un unica grande vite, il male di un tralcio attraverso la linfa dello Spirito si trasmette in tutto il corpo e produce danno.

Gesù ci giustifica ma al costo di tanta sofferenza.

Gesù appare a S. Maria Alacoque (1647 – 1690) mostrandole il Suo Cuore, piagato e sanguinante, coronato di spine e sormontato dalla croce, su di un trono formato da fiamme ardentissime e Lo presenta al mondo esclamando: “Guardate quel Cuore, che tanto ha amato gli uomini e dai quali non riceve che ingratitudini e disprezzo…”.