Anna Maria TaigiLa vita di Anna Maria Taigi, come la vita dei santi e dei mistici, è costellata al tempo stesso di pesanti croci e di gioie indescrivibili. Ciò che fa di lei un’eccezione e la colloca fra i mistici più celebrati della cristianità, è un dono che ricevette, il dono del “sole”. Una sera, all’inizio dell’anno 1791, nel primo periodo della sua esperienza mistica, mentre si trovava da sola nella sua camera, raccolta nella preghiera, Anna Maria vide risplendere davanti a lei una grande luce, come un sole appena velato da sottili nuvole.

La giovane donna pensò come prima cosa ad un attacco diabolico. Si spostò e si stropicciò gli occhi, ma invano; il sole era sempre là, anche nei giorni seguenti, tanto che si abituò alla sua presenza. Questo sole misterioso, che si teneva sempre ad una distanza di “dodici piedi” circa, tre piedi sopra la sua testa, accompagnava Anna Maria dovunque andasse, di notte come di giorno, fino alla fine della sua vita. Per quarantasette anni il cerchio luminoso fu una fonte inesauribile di informazioni soprannaturali riguardanti sia il passato che il presente ed il futuro. Col tempo, il sole si faceva sempre più luminoso, fino a raggiungere lo splendore di “sette soli messi assieme”.

“È uno specchio, quello che ti mostro, che serve per farti comprendere il bene e il male”, le dichiarò il Signore. Anna Maria precisò anche che “nel disco, c’era una figura seduta, di un’infinita dignità e maestà, la cui testa era rivolta verso il cielo, come nell’immobilità dell’estasi; dalla sua fronte uscivano due raggi luminosi verticali”. Questa figura simboleggiava evidentemente la saggezza. C’era anche nel “sole” l’immagine di una corona di spine e di una croce, che significavano l’incarnazione di Gesù. In sé, il sole simboleggiava il divino, vale a dire la Trinità. “In questo sole scorrevano delle immagini, come se ne possono vedere in una lanterna magica”, spiega ancora Anna Maria. Sempre molto equilibrata e piena di buon senso, Anna Maria accettò questa manifestazione soprannaturale con umiltà, e se ne servì esclusivamente per il prossimo. Durante praticamente mezzo secolo, Anna Maria Taigi vide svolgersi, nel suo sole, gli avvenimenti sociali e politici di tutta l’Europa, in particolare quelli che riguardavano le vicissitudini della Chiesa.

Il cardinale Pedicini testimonia: “Non c’è alcun dubbio che là risiedeva in modo speciale la divinità. Infatti, grazie a questo dono straordinario e ancora sconosciuto, la Serva di Dio godeva della conoscenza scientifica di Dio di ogni cosa, nella misura in cui può possederla un’anima comunicatrice. Dono del Paradiso, dono che solo i beati hanno – là dove si trovano – in una maniera beatifica assoluta. È sicuro che Dio aveva stabilito la sua dimora nel cuore della Sua serva, Egli le confidava i suoi più grandi segreti”.

Precisi annunci profetici a profusione

Le immagini che ella percepiva non sono frutto di illusione o di immaginazione. Anna Maria descrive con rigorosa esattezza luoghi che non ha mai visitato, in Italia o in altri paesi; ritrae persone che non ha mai incontrato; profetizza anche eventi che poi si realizzeranno come lei aveva annunciato. Fra i molti eventi storici, citiamo soltanto la sconfitta dell’esercito napoleonico in Russia, la conquista dell’Algeria da parte della Francia, la guerra di Grecia, la rivoluzione del 1830 a Parigi, la liberazione degli schiavi nelle Americhe, il destino di gran parte della monarchia europea, la fine di diverse nazioni e la nascita di alcune altre, le catastrofi naturali e le epidemie. Citiamo anche il pontificato di Giovanni Mastai Ferretti, che non era ancora cardinale quando Anna Maria morì, nel 1837.

Profetizzò, non soltanto il suo pontificato, che sarebbe cominciato nove anni dopo la morte della nostra beata, ma anche i punti fondamentali, tanto sul piano teologico che sul quello storico, che lo caratterizzarono, in un’epoca in cui ciò era lungi dall’essere prevedibile. Ad esempio, le tensioni tra il governo italiano e gli Stati Pontifici, che portò alla soppressione del potere temporale, i movimenti rivoluzionari che accompagnarono il suo lungo pontificato di cui lei indicò la durata esatta [...] Annunciò anche le tribolazioni che avrebbe conosciuto Pio IX e la Chiesa a causa di forze politiche ostili, le riforme volute da lui (ad esempio le aperture ai laici nel settore amministrativo), l’affetto che il popolo non avrebbe cessato di testimoniargli, e per concludere, una morte pacifica, nel suo letto.

Quanto a Napoleone, seguì non soltanto i diversi avvenimenti della sua vita, ma profetizzò anche la sua morte a Sant’Elena, e descrisse i suoi funerali, come se vi fosse presente.

Fra le migliaia di eventi storici profetizzati da Anna Maria, citiamo soltanto la morte prematura, inattesa, all’età di quarantotto anni, dell’imperatore di Russia, Alessandro, sopraggiunta il 1° dicembre 1825 in Crimea. Ne fu informata molto tempo prima, senza che ciò fosse nulla di straordinario per lei che era abituata a profetizzare con decenni di anticipo ogni eventuale avvenimento. Il fatto fu riportato dal generale Alessandro Micheaud, aiutante di campo dell’imperatore, al vescovo di Acqui Mons. Modesto Contratto; quest’ultimo ne rese testimonianza sotto giuramento.

Citiamo ancora l’omicidio del Padre generale della Santa Trinità e del suo segretario mentre si trovavano in Spagna nella provincia di Castiglia, al tempo dell’invasione del paese da parte dei francesi, un evento drammatico “visto” anche questo da Anna Maria. La nostra mistica ne fece una descrizione dettagliata al suo confessore, il Padre Ferdinand. Questo, a sua volta, lo riferì a tutta la sua Comunità, che ne rimase costernata. Anna Maria godeva di una tale stima presso i membri di quest’ordine e in tutta la città di Roma, che nessuno mise in dubbio ciò che lei aveva rivelato al suo confessore. La conferma arrivò un mese più tardi, tramite una lettera dalla Spagna, che descriveva i fatti in termini identici a quelli usati da Anna Maria.

Nessuno degli eventi predetti da Anna Maria secondo ciò che “vedeva” nel suo specchio, fu smentito dai fatti. Le relazioni che fece sulla vita di numerose persone, come anche su fatti storici, sono incalcolabili; è ciò che risulta, del resto, dalla “Positio super virtutibus” relativa al processo canonico che doveva portare alla beatificazione di Anna Maria. La Positio contiene un’infinità di testimonianze sull’argomento.

Benché Anna Maria non facesse sfoggio del suo dono straordinario di profezia e ne parlasse esclusivamente su richiesta del suo confessore o di altri sacerdoti, non poté nasconderlo. Un grande numero di persone si rivolgevano a lei, per essere illuminate, consigliate e confortate. Lei dava il suo aiuto in ogni modo, ovunque fosse possibile, sia fornendo dettagli precisi su una malattia, sui rimedi e gli esiti prevedibili, sia presagendo situazioni a venire riguardanti lo stato delle anime di vivi o di defunti. Intercedeva sempre con la preghiera ed esortava i suoi ospiti a fare altrettanto. In realtà, questo “sole” rivelava ad Anna Maria, l’anima degli esseri umani nei loro più profondi segreti. Si servì tante e tante volte di questa facoltà per condurre o ricondurre queste anime a Dio. In effetti, numerosi furono coloro che, avendo constatato che nulla gli era nascosto, si affidarono a lei come guida della loro vita spirituale. Fu il caso di Don Raffaele Natali, sacerdote che fu molto legato ad Anna Maria. Grazie ad essa, alle sue indicazioni di un’esattezza preziosa, seppe correggere i suoi difetti.

Sposa mistica e madre di famiglia

Un’altra peculiarità, accanto a quella di questo sole che non la lasciava mai, erano i suoi misteriosi colloqui con il Signore ai quali Maria veniva invitata, nei momenti più imprevedibili e nelle occasioni più diverse: improvvisamente, qualunque fossero le sue occupazioni, era rapita al mondo materiale e trasportata nelle ineffabili sfere spirituali, diventando insensibile a tutto ciò che la circondava. Queste estasi erano così frequenti che Anna Maria, ben consapevole dei suoi doveri di moglie e di madre, si trovava a volte costretta – come riferisce il suo confessore – a contestare amorevolmente la volontà del suo Sposo in un’intimità molto libera: “Signore, lasciatemi in pace; sono madre di famiglia…”. Questi viaggi divini (“santi viaggi” come li definiva il suo confessore) formavano il luogo privilegiato per le rivelazioni, nel corso dei quali “le venivano comunicati gli arcani più segreti della Chiesa o delle intenzioni per le quali lei pregava”. In effetti, quando usciva da ogni estasi, Anna Maria aveva ricevuto le risposte che desiderava e si trovava così informata su eventi di cui lei normalmente non avrebbe potuto sapere nulla. Oltre alle immagini che vedeva nel sole, le informazioni che riceveva provenivano anche dai colloqui diretti con il suo Sposo celeste.

Dall’articolo “Anna Maria Taïgi mystique, épouse et mère”, Stella Maris n. 400, Febbraio 2004