118I coniugi, di origine albanese, nei giorni scorsi hanno chiesto l’aiuto ad un esorcista. Anche una delle due figlie aveva già riportato bruciature. I cinque sono stati ricoverati, padre e madre sono stati sottoposti a Tso

Erano convinti che i propri figli fossero posseduti dal demonio. Lo hanno raccontato ai carabinieri di Prato. Lo hanno ripetuto ai medici dell’ospedale Santo Stefano. E giorni prima lo avevano confidato anche al parroco, al quale avevano chiesto un esorcismo. Quelle ustioni sulle braccia del figlio di 15 anni, e di una delle figlie di vent’anni, sono “opera del demonio“. Adesso l’intera famiglia albanese è stata ricoverata in psichiatria negli ospedali di diverse città toscane, come riporta Il Tirreno. Per il padre e la madre è stato disposto il trattamento sanitario obbligatorio.


Padre e madre hanno riferito di aver cominciato a sentire rumori strani, a vedere scritte apparire improvvisamente nello specchio del bagno, di una serie di eventi inspiegabili se non ricorrendo alla presenza di una forza maligna. Il terrore ha quindi cominciato a serpeggiare in quella che fino a pochi giorni prima era una famiglia normalissima, i genitori operai e i figli studenti.
“Non possiamo ancora dire di cosa si tratta con esattezza – commenta il neuropsichiatra Armellini – di certo c’è che ancora le ragazze non riescono a entrare nel dettaglio di quanto accaduto. Il nostro compito in questo momento è solo quello di liberarli dal terrore. Il ragazzo più giovane è oggi quello più sereno e più in grado di raccontare la vicenda che li ha portati improvvisamente ad abbandonare la loro casa e a cercare aiuto”.
La prima ad essere accompagnata al Santo Stefano dai genitori è una delle due ragazze che è stata ricoverata all’ospedale Santo Stefano presentando, oltre a un forte stato di choc anche delle escoriazioni e probabilmente piccole bruciature sulle braccia. Non è chiaro se sia stata lei stessa a farsi le bruciature oppure i genitori, che però sono stati i primi a rivolgersi anche ai carabinieri per chiedere aiuto dopo che anche la seconda figlia, nella serata di sabato 2 agosto , è stata portata al pronto soccorso con gli stessi sintomi e le stesse bruciature. Secondo in familiari è stato il maligno a indurre la ragazza a farsi del male.

L’indomani, mercoledì pomeriggio, il parroco è tornato a casa loro con l’esorcista della diocesi pratese, monsignor Guglielmo Pozzi, ma la famiglia, nonostante un appuntamento concordato, non si era fatta trovare nell’abitazione: poco dopo il parroco ha ritrovato in Duomo tutti i famigliari terrorizzati. Giovedì mattina, poi, l’esorcista è entrato nella casa: ha eseguito un esorcismo “agli ambienti ed alle persone”. Lo stesso giorno una delle due figlie della coppia, di circa vent’anni, è stata ricoverata per disagi psichici e per alcune bruciature all’ospedale Santo Stefano.

Il parroco, dopo la visita alla casa che la famiglia riteneva “posseduta”, ha spiegato di non aver “ravvisato nessun caso di possessione demoniaca”. Tuttavia ha eseguito comunque il rito per tranquillizzare le persone che “apparivano piuttosto esagitate”. Venerdì la famiglia si è recata nuovamente in Duomo e ha chiesto un secondo esorcismo alle persone e sabato, non ancora soddisfatta, un terzo rito.

Poche ore dopo la situazione è degenerata e l’intera famiglia è stata ricoverata: i carabinieri sono intervenuti solo dopo essere stati allertati dal personale medico. Ma ancora non è chiaro se quelle brutte bruciature siano state provocate dai genitori o siano state autoinferte dai ragazzi.

A quel punto i carabinieri sono andati a casa della famiglia per vederci chiaro e hanno trovato l’abitazione sottosopra e sia i genitori che il figlio maschio quindicenne in forte stato di agitazione. Hanno pertanto disposto il ricovero per tutta la famiglia. Secondo quanto riferito dai carabinieri e dagli infermieri e medici dell’ospedale, sia i i genitori che le figlie sono convinti che nella loro abitazione alloggi il maligno e che tutti loro siano posseduti dal demonio e che, come detto sopra, sia stato il diavolo in persona a costringerle a gesti di autolesionismo. Non risulta, peralto, che la famiglia fosse seguita dagli assistenti sociali e dai servizi psichiatrici né che prima delle ultime settimane abbia manifestato problemi di alcun tipo. Si tratta di una famiglia di origine albanese regolarmente residente in città, conosciuta come tranquilla.
I problemi che hanno portato al ricovero in psichiatria sono nati all’ospedale quando ai genitori è stato negato di vedere le proprie figlie ricoverate, la prima che intanto stava meglio e sembrava aver superato la crisi, e la seconda appena arrivata al pronto soccorso. In evidente stato di agitazione, probabilmente anche perché temevano di perdere la tutela dei figli, padre e madre si sono incatenati davanti al pronto soccorso, protestando e urlando fra la curiosità e la meraviglia delle decine di persone che entravano e uscivano dal Santo Stefano.

Il personale sanitario, insieme ai carabinieri, li hanno tranquillizzati e li hanno convinti a farsi visitare: così, l’intera famiglia di cinque persone è stata sottoposta a Tso, il trattamento sanitario obbligatorio. Nel frattempo il figlio minorenne, il componente della famiglia meno agitato, è stato temporaneamente affidato. Le due figlie grandi sono ricoverate al Santo Stefano nonostante stiano fisicamente meglio. Per i due genitori, invece, è stato disposto il ricovero separato nei reparti psichiatrici degli ospedali di Careggi (il padre) e Lucca (la madre). Del fatto è stata informata l’autorità giudiziaria per verificare se, eventualmente, si configura il reato di maltrattamenti in famiglia. Ma, vista la dinamica della vicenda e il fatto che siano gli stessi genitori a chiedere aiuto prima alla Curia poi alle forze dell’ordine, è probabile che non verrà aperta alcuna inchiesta e che il problema diventi materia per psichiatri e assistenti sociali.