VI-IT-ART-38693-reuters_abbraccioA volte davanti al Santissimo, dopo aver pregato, spontaneamente, dopo essermi guardato attorno per assicurarmi che nessuno mi stia guardando, bacio il mio Signore portandomi una mano alla bocca … su questo gesto così infantile, ma sincero, così spontaneo e pieno di confidenza e intimità non avevo mai fatto alcuna riflessione.

Adesso leggendo le pagine scritte da Don Michele leggo:

Noi vogliamo, nello stupore ammirato, sentire anche la profonda intimità. Adorazione per i primi cristiani e per le antiche scritture, è dare il bacio, è portare la mano alla bocca per dare il bacio. Vogliamo sentirti vicino, vogliamo stringerti.

e a Torre Nocelle non riesco a togliermi dagli occhi la scena di quel ragazzo Down, che nella sua dolce spontaneità, alla fine della messa si avvicinava al Crocifisso, si portava la mano alla bocca e mandava un bacio al Signore, poi stringeva le sue braccia al suo corpo in un intimo abbraccio a Gesù.. Quanta potenza in questo gesto spontaneo, istintivo… è la prova vivente di un legame amoroso potente tra Dio e le sue creature.

E’ l’istinto della creatura che lo spinge ad abbracciare il suo Creatore.