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Solo un Servo inutile…

Io credo, adoro e spero

La mia strada per il Cielo

“Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e il primo comandamento. Il secondo, simile a questo, è: “Ama il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti.”
(MATTEO 22.37)


Ho percorso sentieri oscuri
ho cercato piaceri effimeri
ho deluso i tuoi figli e ho causato dolore.
Sono tornato assetato di te Padre.
Con il terrore negli occhi per il mio passato.
Ti ho offerto il mio desiderio ardente di fede
e la mia paura di cadere ancora.
E ho trovato conforto nella Madre di Dio.
Salvami da me stesso.
Rendimi forte nello Spirito, perche io non debba piü temere
di prestare il fianco al nemico.


Confessione 12 nov 2011


Oh Signore mio Dio
aiutami a fare una buona confessione, a ricordare i miei peccati fino all’ultimo, perché la mia anima possa librarsi leggera e possa accostarsi a te con Spirito nuovo.

(dopo la confessione…)

Grazie per il dono della riconciliazione Padre mio.
Mi sento leggero e confido nella tua misericordia.
Voglio essere puro e inondato dal tuo spirito, voglio essere Santo, perché tu possa essere finalmente orgoglioso di questa tua anima miserabile.
Voglio essere il tuo servo inutile. L’ultimo dei tuoi strumenti.
Alla messa di oggi ho ascoltato la tua parola. La parabola dei Talenti.
Padre mio, dammi la grazia di renderti il doppio di quanto tu mi hai donato.
Rendi la mia fede in te incrollabile. Voglio offrirmi al cuore immacolato di Maria nostra Madre  e al Sacro Cuore di Gesù.
Voglio aiutare tuo figlio a portare la sua Croce per la remissione dei peccati dei miei fratelli che come me hanno smarrito la strada.

Padre mio Amore. La tua volontà sia la mia. Niente per me Tutto tuo mio Dio.

28/11/2011


SANTIFICA LA DOMENICA
Ho preso l’abitudine di andare in chiesa il sabato. Arrivo un’ora prima e recito il Rosario, poi partecipo alla messa e faccio la Comunione.
Questo mi permette di dormire di più la Domenica e fare tardi il sabato, anche le due o le tre di notte.

Oggi nella sua Misericordia Dio mi ha fatto leggere questo testo:

TU DEVI SANTIFICARE LA DOMENICA
Un’anima mi ha incaricato di menzionare sempre la santificazione della festa quando tengo delle conferenze. Infatti in questo giorno si fa del lavoro inutile, che non è assolutamente necessario.
Inoltre si deve assistere la domenica alla S. Messa, e non il sabato. La S. Messa dei sabato è stata introdotta solo per coloro che non hanno la possibilità di ascoltarla la domenica. Quando dei giovani vogliono fare una escursione, allora vanno a Messa il sabato. Ciò è permesso. Ma non è permesso farlo per abitudine: io vado il sabato, così la domenica non sono obbligata ad andarci. Così non si può fare. Davanti a Dio questo non vale!
Le anime dei purgatorio dicono che il rito latino deve restare vicino a quello nella lingua materna, affinché anche i fedeli che parlano altre lingue possano partecipare con raccoglimento alla celebrazione festiva. Così desidera anche il Papa.
Maria Simma e le Anime del Purgatorio

Questa Domenica sono andato a Messa, e mi sono pure confessato, e ho preso la Comunione, e Gesù mi ha dato la grazia di sentire la sua pienezza dentro il mio Spirito, come chiedevo da un po’ davanti il Tabernacolo.

CONFESSIONE:

Riporto dallo stesso sito questo testo:

NON CI SI CURA PIU’ DI RICONOSCERE I PECCATI

In molti luoghi anche la confessione è stata messa fuori uso.
La confessione è un sacramento istituito da Cristo e non dalla Chiesa, come molti credono. Cristo infatti disse: “Ricevete lo Spirito Santo: saranno rimessi i peccati a chi li rimetterete, e saranno ritenuti a chi li riterrete” (Gv. 20, 23). Quindi i peccati devono essere confessati, altrimenti come può il sacerdote decidere se si devono rimettere o no?
Una persona mi chiese un giorno: “Ma Cristo non disse che si deve andare a dire i peccati in confessionale”. Al che io risposi: “No, questo Cristo non lo disse. Se lei preferisce può confessarsi davanti alla gente, in modo che il sacerdote possa darle l’assoluzione fuori dal confessionale. Ma lei li deve accusare i suoi peccati”.
Con varie scuse si cerca di sostituire la confessione particolare con una penitenza fatta di meditazione. In queste parrocchie le confessioni diminuiscono notevolmente. Roma e anche i Vescovi austriaci hanno dichiarato con grande chiarezza che in una confessione comunitaria non è possibile assolvere una persona che ha dei peccati mortali. Quindi la confessione comunitaria non potrà mai sostituire la confessione personale.
Le anime dei purgatorio ci esortano continuamente a pregare per il Santo Padre.
Oggi è necessario attenersi scrupolosamente a ciò che dice il Papa, e seguire la propria coscienza.

Domenica scorsa mi sono confessato, dopo due settimane, ritenevo infatti essere in peccato mortale per aver scherzato sulla Via Crucis.
Ho chiesto al Parroco se si devono confessare peccati del passato non ricordati in precedenti confessioni, e se questi peccati non ricordati venissero comunque assolti nella confessione.
Gesù dice:
 ”saranno rimessi i peccati a chi li rimetterete, e saranno ritenuti a chi li riterrete” (Gv. 20, 23)
I peccati non accusati per dimenticanza sono rimessi?
Ho ricordato un peccato di bestemmia di dieci anni fa circa, non una vera e propria bestemmia, ma dell’ironia sul Signore, io per non sapere che fare l’ho confessato.
Chiedo a Dio Padre e a Gesù di allontanarmi dal Peccato e dalle occasioni di peccato.
Ho riflettuto sul vangelo quando Gesù dice:
43Se la tua mano ti scandalizza, tagliala: è meglio per te entrare nella vita monco, che con due mani andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile. 45Se il tuo piede ti scandalizza, taglialo: è meglio per te entrare nella vita zoppo, che esser gettato con due piedi nella Geenna. 47Se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, che essere gettato con due occhi nella Geenna, 48dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue. (Vang. Marco)

Allora penso: Se posso evitare di trovarmi in luoghi o in occasioni che mi rendano vulnerabile al peccato devo fuggirne?
La maldicenza:
La passione per la politica e la mia indole mi portano a pensare che devo trovare il modo di allontanarmene.
Mi capita di parlare male e denigrare l’avversario e di farmi prendere dall’ira verso i miei amici.
L’ira è il mio più grande cruccio, chiedo ogni giorno a Dio Padre di farmi mite, la pecora più mite del suo gregge.
Padre Pio invitava i suoi confratelli a tenersi lontani dalle case dove si praticava la maldicenza, il pericolo di incorrere nella “falsa testimonianza” per opportunismo politico, nella bugia, nell’inganno.
La Politica mi sembra sempre più come uno strumento del Demonio.

Se il tuo occhio ti scandalizza…
Il sabato sera soffermarmi troppo in luoghi di divertimento, dove si fa fatica a tenere gli occhi al loro posto, non è forse imprudente?
Cosa devo fare….? Gesù aiutami a capire.
Potrei almeno cominciare a essere più morigerato. Bere poco, limitarsi a parlare con gli amici e andare via a mezzanotte per prepararsi alla messa della Domenica.

28/11/2011


Oh Gesù mio, in questi giorni non sono sereno.
Solo la preghiera e il rosario mi danno conforto, e il tuo caldo abbraccio quando la sera parlo con te.
In questo tempo della prova nessuno può essere tiepido nella fede.
Me ne accorgo ogni giorno, Padre Pio diceva: “Siamo come una barca che va controcorrente, non appena smetti di remare cominci subito ad andare indietro”.

Il Rosario quotidiano è l’arma che mi protegge, una corazza invincibile contro le insidie  del demonio.
Senza il Rosario siamo perduti.
Nessuno oggi può vincere contro di lui senza quest’arma potentissima.
Preghiamo, preghiamo preghiamo.
Ce lo dice ogni mese Maria a Medjugorie.
Chiedo a Dio Padre e a Gesù di non farmi mancare il suo respiro, di cui ogni giorno ho più sete, perché ho paura.
Ho paura del peccato. Del travaglio dell’anima.

Soffro per la mancanza di una presenza che mi dice, vai così… stai andando bene, migliora in questo… e in quest’altro.
Oh Dio mio quanto avrei bisogno di una guida spirituale, che si occupasse di curare e coltivare la mia anima come una pianticella.
Pronta a raddrizzare subito una piega, ponendo un sostegno perché cresca sempre dritta.
Oh Gesù mio, quanta sete ho di te.

02/12/2011


Messaggio del 2 dicembre 2011 ( Mirjana )
Cari figli, come Madre sono con voi per aiutarvi con il mio amore, preghiera ed esempio a diventare seme di ciò che avverrà, un seme che si svilupperà in un forte albero ed estenderà i suoi rami nel mondo intero. Per divenire seme di ciò che avverrà, seme dell’amore, pregate il Padre che vi perdoni le omissioni finora compiute. Figli miei, solo un cuore puro, non appesantito dal peccato può aprirsi e solo occhi sinceri possono vedere la via per la quale desidero condurvi. Quando comprenderete questo, comprenderete l’amore di Dio ed esso vi verrà donato. Allora voi lo donerete agli altri come seme d’amore. Vi ringrazio.

Figli miei, solo un cuore puro, non appesantito dal peccato può aprirsi e solo occhi sinceri possono vedere la via per la quale desidero condurvi….

Madonnina, mi consacro al tuo Cuore  Immacolato e per tuo mezzo al Cuore di Gesù tuo figlio.
Rendi puro il mio cuore come quello di un fanciullo.
Fortifica la mia fede e allontana da me le domande.
Rendi chiaro ai miei occhi il disegno di Dio Padre su di me.
E’ questo il Tarlo che mi consuma in questi giorni.
Ti prego con tutto il cuore.

 

Antico Testamento: Sapienza (1)

Rettamente pensate del Signore,
cercatelo con cuore semplice.

Egli2 infatti si lascia trovare da quanti non lo tentano,
si mostra a coloro che non ricusano di credere in lui.
I ragionamenti tortuosi allontanano da Dio;
l’onnipotenza, messa alla prova, caccia gli stolti.
La sapienza non entra in un’anima che opera il male
né abita in un corpo schiavo del peccato.
Il santo spirito che ammaestra rifugge dalla finzione,
se ne sta lontano dai discorsi insensati,
è cacciato al sopraggiungere dell’ingiustizia.
La sapienza è uno spirito amico degli uomini;
ma non lascerà impunito chi insulta con le labbra,
perché Dio è testimone dei suoi sentimenti
e osservatore verace del suo cuore
e ascolta le parole della sua bocca.
Difatti lo spirito del Signore riempie l’universo
e, abbracciando ogni cosa, conosce ogni voce.
Per questo non gli sfuggirà chi proferisce cose ingiuste,
la giustizia vendicatrice non lo risparmierà.
Si indagherà infatti sui propositi dell’empio,
il suono delle sue parole giungerà fino al Signore
a condanna delle sue iniquità;
poiché un orecchio geloso ascolta ogni cosa,
perfino il sussurro delle mormorazioni
non gli resta segreto.
Guardatevi pertanto da un vano mormorare,
preservate la lingua dalla maldicenza,
perché neppure una parola segreta sarà senza effetto,
una bocca menzognera uccide l’anima.

Ricordi di Padre Pio:

La mormorazione
La malizia del peccato della mormorazione consiste nel distruggere la reputazione e l’onore di un fratello che ha invece diritto a godere di stima.

Un giorno Padre Pio disse ad un penitente: “Quando tu mormori di una persona vuol dire che non l’ami, l’hai tolta dal cuore. Ma sappi che, quando togli uno dal tuo cuore, con quel tuo fratello se ne va via anche Gesù”.

Una volta, invitato a benedire una casa, arrivato all’ingresso della cucina disse “Qui ci sono i serpenti, non entro”. E ad un sacerdote che spesso ci andava per mangiare disse di non andarci più perché li si mormorava.

8 dicembre 2011 Festa dell’Immacolata


Oggi in Chiesa abbiamo festeggiato l’Immacolata portandola in processione prima della Messa.
L’ho ringraziata per la grazia di questa fede.
Chiedo sempre a Gesù di farmi mite, e strumento per la salvezza di altre anime.

11 dicembre  2011


Oh Gesù Mio,
Sono così colmo di bene, il mio calice trabocca.
Non c’è niente che mi serva di questo mondo.
Gesù mio, io non sono più di questo mondo.
Io ti appartengo.

Questo amore grandissimo che non mi fa respirare
davanti a Te che riposi nel Tabernacolo
fa che non possa mai spegnersi,
alimentalo di Spirito Santo
Perche possa io dire sempre
Gesù, non mi serve niente per me.

L’unica sofferenza che mi tormenta
è la sensazione di miseria di me stesso
dei miei peccati di cui ho obbrobrio
che mi hanno fatto cadere nel passato
delle mie debolezze di cui ho terrore
che mi facciano cadere ancora

Oh Gesù, fammi morire piuttosto
ma ti scongiuro
non permettere più che io cada ancora

Oh quanta miseria vedo in me stesso
Oh Gesù, è senz’altro un tuo dono
perché non cada nell’inganno della superbia.

Gesù Mio, ti amo con tutto il cuore
e ti prego, usami, usami, usami
usami per il tuo disegno di salvezza
accogli questa mia preghiera accorata
perché ardo di sete di Te.

Al tuo Cuore Misericordioso
e al Cuore Immacolato della Madre Nostra
chiedo di condurmi per mano verso la perfezione
aiutatemi a vincere contro me stesso
che io non conosca più Ira, Superbia, Maldicenza

Oh San Giuseppe,
tu fosti detto il giusto
insegnami a parlare poco
insegnami a dire il giusto
perché  la mia bocca
non possa mai più ferire i miei fratelli
Insegnami la pazienza
e il rossore perché i miei occhi non siano più
per me e per gli altri motivo di scandalo.

13 dic 2011


Cosa fare quando la tua anima vacilla …

preghi, preghi, preghi
ma non senti la presenza della Madre Nostra e di Gesù
e ti interroghi:
Ho sbagliato? Ho offeso Gesù in qualcosa?
Oh Gesù dammi il dono di capire
qual’è il tuo disegno su di me.

E’ forse la mia Superbia che ti allontana?
Lo so mio Signore. Mi odio per questo
Rendimi umile, ti prego..

Forse le mie omissioni…
Quali opere ho compiuto per te?
cosa ho fatto per il mio prossimo?

[24] Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi
discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafarnao alla ricerca di
Gesù. [25] Trovatolo di là dal mare, gli dissero: “Rabbì, quando sei
venuto qua?”.
[26] Gesù rispose: “In verità, in verità vi dico,
voi mi cercate non perché avete visto dei segni,
ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati.

[27] Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui
il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo”. (Vangelo Giovanni 6, 24-27)

Ho mio Gesù, io non sono mai sazio dei tuoi doni,
fa che io non mi sazi mai dei doni dello Spirito che tu mi offri

Fa che io di questa terra abbia appena il giusto
perché troppo sazio non ti rinneghi

non darmi né povertà né ricchezza;
ma fammi avere il cibo necessario,
perché, una volta sazio, io non ti rinneghi
e dica: “Chi è il Signore?”,
(Antico Testamento, Proverbi 30, 8-9)

17/12/2011


Sono molto sereno.
Grazie alla Mamma Nostra
negli ultimi giorni mi sono avvicinato enormemente a Gesù.
Sento la sua presenza e mi da sollievo, amore e sofferenza insieme.

E’ Gesù stesso che dice che amore è sofferenza sono come due sposi.
E’ però una sofferenza che da gioia interiore, che riempie il cuore.
Arrivi al punto di chiedere a Gesù di farti soffrire un po’ con lui, diventa una necessità, un desiderio incontenibile.
Vorresti chiedere a Gesù di essere con lui nella sua passione, di farti spazio, per portare un po’ la sua croce.

Ti rendi conto che la penitenza è un sollievo dell’anima.
Il digiuno a pane è acqua, il mercoledì e il venerdì, chiesto dalla Mamma Nostra insieme alla preghiera, a Medjugorje, non è una cosa di altri tempi.
E’ una necessità, perché una minoranza che ama Dio deve riparare per gli altri.
Dobbiamo asciugare il sangue che esce a fiotti ogni giorno dal Cuore  di Gesù.

La rinuncia a una cosa che desideriamo non è inutile.
Placa il dolore di Gesù, perché lui vede più di quanto vediamo noi.
Lui sente ogni giorno l’urlo di dolore dei bambini rifiutati dalle madri con l’aborto.
Lui vede ogni giorno i suoi consacrati cedere alle tentazioni di Satana, e con loro vede il proprio gregge disperso dal nemico.
Vede le profanazioni, i sacrilegi, gli omicidi.
Si dispiace per l’attaccamento delle sue creature, da lui redenti dal peccato con la sua passione, alle cose più inutili, alla TV al Plasma, all’I-pod, ai Jeans Levi’s.

Vede tutto questo, vede che Dio non è amato e onorato.

Medjugorje, 25 nov 2011
[...]Tutto ciò che è attorno a voi, figlioli, vi guida verso le cose terrene ma Io desidero guidarvi verso il tempo di grazia perchè in questo tempo siate sempre più vicini a mio Figlio affinchè Lui possa guidarvi verso il suo amore e verso la vita eterna[...]

Quanto tempo perso a correre dietro all’inutile vanità…
Dieci anni passano troppo presto, e ci ritroviamo stempiati, con qualche dente in meno, a guardare sommersi di malinconia i più giovani che metodicamente camminano sulle nostre orme e sui nostri stessi errori.
Convinti tutti che l’unico mondo possibile è questo mondo.
Senza accorgerci che ci stiamo avvelenando la vita, di odio, di rancore, di superbia e di invidia.
Ogni giorno che stiamo lontani da Dio è un giorno di prostrazione a Satana.
Siamo diventati il suo zimbello, siamo le sue scimmie.

Dio salvaci, o siamo perduti.

 

Locuzioni di Gesù del 28/06/1996
[...] Vorrei dirti delle cose che ti possono servire nei momenti bui della tua vita; vorrei dirti parole che ti risveglino dalla sonnolenza e dal torpore che lasciano inoperoso lo Spirito Santo.
 Amici Miei, desidero amarvi.
Non voglio amare solamente le persone sante o quelle che seriamente tendono alla santità.
Io vi amo ora
Io amo te, proprio te che stai leggendo in questo momento.
Io, tuo Gesù, ti amo di un amore vero, puro anche se sei peccatore,
anche se Ci offendi spesso, più volte al giorno.
Anche se Mi ferisci e Mi fai sanguinare, sappi che Noi ti amiamo.
Tu vali molto ai Miei occhi, infatti, sono morto per te.
Tu vali molto agli occhi del Padre, infatti per te Mi ha donato al mondo al fine di poterti abbracciare e rassicurare.
Si, dopo che tu Mi avrai amato, dopo che Mi avrai conosciuto, tu sentirai il bisogno di lavarti, di pulirti, di cambiarti l’animo.
Allora Noi ti aiuteremo a cambiare, affinché l’uomo vecchio, il vecchio Adamo peccatore risorga e prenda vita in un tempio nuovo, fatto dallo Spirito Santo, con un cuore nuovo capace di essere dimora di Dio.[...]

Oh Gesù dammi Umiltà e Carità
Oh Gesù fammi Umiltà e Carità
Oh Spirito Santo  scendi su di me
fammi Umiltà e Carità

Tu che sei sapienza e intelletto
dammi Discernimento
Tu che sei Amore fammi Amore
Fa che non mi erga mai più a giudice
ma che sia l’agnello più mite
Fa che la mia bocca mai più offenda Dio
fammi silenzio e preghiera interiore

Fa che la mia ira non scandalizzi il mio prossimo
fammi pazienza e insegnami ad ascoltare.

Locuzione di Gesù del 15/12/1996
[...] Molti di voi vogliono arrivare a Me, ma si ribellano alla voce dello Spirito Santo.
E’ necessario essere docili.
Più volte vi ho richiamato come una Madre richiama il proprio bambino, vi dicevo:
lasciate libero lo Spirito Santo di fare ciò che vuole.
Tanti di voi chiedono carismi e doni, ma mettono dei limiti;
dicono a Dio di usarli, ma poi certe cose non le volete fare.[...]
[...]Voglio un gruppo di persone fidate che non mettano limitazioni:
questo, si, questo, no.
Quando Dio entra nella vostra vita , entra da Signore, e a Lui dovete dare la sedia più bella che avete.
Dovete cercare di abbandonare le cose del mondo:
su quella sedia che voi pensate di dare a Dio frequentemente c’è ancora il vostro io, anche se non ve ne accorgete.
Abbandonate il mondo, ogni giorno sempre un poco di più.
Lottate contro l’ipocrisia, siate umili e miti.[...]

18 dic 2011


Antico Testamento, Eccl. 18, 24
Prima della preghiera disponi l’anima tua,
e non essere come uno che tenta Iddio.
Ricordati dell’ira divina nel dì finale
e del tempo della retribuzione,
quando egli volterà in là la faccia.

Non andar dietro alle tue passioni
e allontanati dalle tue voglie.
Se accorderai all’anima tua tutte le sue passioni,
farà di te il ludibrio dé i tuoi nemici
Non ti impoverire per gare di lusso e stravizi,
prendendo a prestito,
quando nulla hai nella borsa:
perché vorresti male alla tua propria vita.

Né all’amico né al nemico
non esporre il tuo sentimento
e se hai una colpa non la svelare
perché quegli ti ascolterà e starà in guardia di fronte a te,
e, simulando giustificare il tuo fallo, ti odierà,
e ti starà sempre alle calcagna.
Hai udito una parola contro il tuo prossimo?
muoia in te:
stai tranquillo non ti farà crepare.
Ma per una parola è nelle doglie lo stolto
come geme una donna nel parto di un bambino
Quale una freccia confitta nella coscia carnosa
tale è una parola nel cuore dello stolto.
Ammonisci l’amico nella speranza che non abbia fatto ciò di cui è accusato
e se l’ha fatto perché non torni a farlo
(Siracide 19, 4-12)

19 dic 2011


PARLA O SIGNORE – Don Liborio Tambè

La preghiera è il prezioso legame che ti unisce a me, fonte di ogni bene.
Oh, meraviglie della preghiera!
Nessuno potrà mai spiegartele a parole, nemmeno Io:
Il rapporto con l’Infinito, infatti, non può essere definito con parole umane.
Solo l’esperienza può, in una certa misura, fartene gustare la dolcezza deliziosa…
e fartene toccare con mano la potenza sovrumana.
Solo pregando si impara a pregare:

Pregando capirai
- che sono infinite le forme e le modalità della preghiera…
- che bisogna progredire sempre nel cammino della preghiera, senza bloccarsi nella stessa forma.
Pregando ti accorgerai che la preghiera è più semplice e
- Più facile di quanto non si creda, perché è un bisogno vitale dello spirito, come il respiro;
- ma, nello stesso tempo, è molto facile che venga fraintesa o falsata.

Pregare non significa “recitare preghiere”,
anche se la “recita” di preghiere può giovare alla preghiera.

La preghiera (quella vera, quella che incide sulla vita e la trasforma) è qualcosa di più …
E’ insieme:
- implorazione umile e fiduciosa
ma, soprattutto,
- adorazione, lode, ringraziamento
- è rapporto d’amore
comunione intima con una Persona viva, che ti sta dentro, “più intimo di te stesso”,
che ti avvolge continuamente con la sua tenerezza ineffabile;
- è sguardo silenzioso­
- dialogo attento e devoto con la sapienza eterna, che brama comunicarsi a te, come ad amico e confidente:
Vi ho chiamato amici, perché tutto quello che ho udito dal Padre mio ve l’ho fatto conoscere (Gv.15,15).

è ascolto di me…
è meditazione della mia Parola scritta
e della mia Parola viva, che ti risuona nel cuore;
è consenso docile e pronto ad ogni mia ispirazione,
ad ogni cenno della mia Volontà
è vivere insieme con me…
lottare, amare, soffrire, operare con me…
all’unisono con i miei sentimenti e con le mie proposte.
Tutto questo è la preghiera… e ancora di più:
- E’ fondamento di tutta la tua vita!
- E’ il legame più forte che ti tiene unito a me!
E’ la fonte di tutti i doni divini.
Quando preghi, ripetimi spesso, come il profeta Samuele:
Parla o Signore, che il tuo servo ti ascolta” (1 Sam. 3,10)
oppure (col Salmo 28):
A te grido, Signore, non restare in silenzio, mio Dio, perché, se tu non parli, io sono come chi scende nella fossa “.

Ma, fai bene attenzione…
Proprio la preghiera può diventare un pericolo:
- se nella preghiera cerchi te stesso più che me,
- se ascolti il tuo sentimento, più che la mia Parola,
- se ti appoggi sul tuo fervore sensibile, anziché sulla mia Grazia.
Allora la preghiera diventa:
- un laccio che ti soffoca
- un fondamento instabile, che fa crollare tutto,
- una fonte inquinata, che inaridisce tutta la tua vita spirituale.
No, figlio mio,
- non cercare di afferrarmi con i tuoi fervori sensibili: stringeresti solo te stesso.
- Non illuderti di potermi soddisfare con le tue belle parole infuocate d’amore:
ogni tuo sforzo sensibile non fa altro che restringere il tuo cuore… e il flusso della mia Grazia.

Ascoltami: Tu non sarai mai capace di vera preghiera.

La preghiera (come tutta la vita spirituale) è un dono “dell’alto”.
Solo lo Spirito di Dio sa mettere in moto il meccanismo della preghiera.
Lascia perciò che sia Lui a pregare in te, anziché tormentarti inutilmente:
Lo Spirito viene in aiuto della nostra debolezza, perché noi non sappiamo neppure come dobbiamo pregare,
mentre lo Spirito stesso prega Dio per noi con sospiri che non si possono spiegare a parole”. (Rom. 8,26).
Quando ti metti a pregare, non cominciare subito a “sprecare parole” come i pagani. (Mt.6,7).
- “Fermati” un po’, in silenzio, davanti a me.
- “Togliti i calzari” (Es.3,5), perché nessun movimento, nessuna tensione o agitazione possa distorcere la voce soave dello “spirito”.

(Parla o Signore – Don Liborio Tambè)

Oh Gesù,
Queste parole mi gettano nello sconforto
perché nell’ultimo mese io mi sono sentito
sopraffatto di amore per te
adesso ho paura che questo enorme fervore  che sento
possa piuttosto essere di nocumento al mio percorso di fede?

Chiedo allo Spirito Santo di indicarmi la strada
e di insegnarmi a pregare

Voglio imparare a stare in silenzio con Dio
a rimanere in adorazione silenziosa…

Oh Gesù mio quanto avrei bisogno
di un Direttore Spirituale


Salmo 27:

Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me! Rispondimi.

Di te ha detto il mio cuore: “Cercate il suo volto”;
il tuo  volto, Signore, io cerco.

Non nascondermi il tuo volto,
non respingere con ira il tuo servo.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi,
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.

Salmo 28

A te grido, Signore;
non restare in silenzio, mio Dio,
perché, se tu non  mi parli,
io sono come chi scende nella fossa.

il Signore è la mia forza e il mio scudo,
ho posto in lui la mia fiducia;
mi ha dato aiuto ed esulta il mio cuore,
con il mio canto gli  rendo grazie.

Salmo 30

Nella tua bontà, o Signore,
mi hai posto su un monte sicuro;
ma  quando hai nascosto il tuo volto,
io sono stato turbato.

A te grido, Signore,
chiedo aiuto al mio Dio.

Il Fervore Sensibile
San Tommaso distingue il Fervore della Volontà dal Fervore Sensibile.
Il Fervore della Volontà è la cosiddetta “Devozione”, e cioè “la prontezza nel servire Dio”.
Il Fervore Sensibile è invece un sentimento di trasporto emotivo, scaturito da una viva commozione che può manifestarsi anche con lacrime.

Il Fervore della volontà è in nostro potere (sia pur con l’aiuto della Grazia), quello sensibile invece non dipende da noi.

Se vi è capitato di commuovervi fino a “quasi” piangere, davati al Tabernacolo, oppure mentre osservate la fila di fedeli che si avvia a prendere la Comunione, o mentre siete in contemplazione del Crocifisso, avete conosciuto il Fervore Sensibile.
Io ho sempre pensato che fosse una enorme Grazia, ma Gesù invita invece a lasciar lavorare in libertà lo Spirito Santo.

Ho approfondito questo argomento e ho trovato un bellissimo dialogo tra un sacerdote e un chiamato dal Signore, la Vocazione del Signore, quanto mistero in questa parola. Il giovane vocato da Dio ci parla di fervore sensibile e introduce un nuovo tema di terribile afflizione: “La Notte Oscura”.
Per un misterioso disegno di Dio a un periodo caratterizzato da un fervente amore per Dio, una sete insaziabile segue un periodo chiamato dai consacrati “Notte Oscura”, in cui non si avverte più la presenza di Dio, e si cade nell’angoscia, un periodo di prova cui seguono grandi Grazie e un “Ritorno Maturo” a Dio.
Questa notte è stata attraversata da molti Santi e Beati, compreso S. Francesco di Assisi e Madre Teresa di Calcutta.

Il Fervore Sensibile e la Notte Oscura

29 dic 2011


 

 

PREGHIERA

 

(Anonimo Spagnolo Sec. XVI)

Non mi muove, mio Dio, ad amarTi il Cielo che Tu
mi hai promesso;
Né mi muove l’inferno tanto temuto a lasciare per
questo di offenderTi.

Mi muovi Tu, SIGNORE, mi muove il vederTi
inchiodato su quella Croce e scarnificato.
Mi muove vedere il tuo corpo così
ferito.

Mi muovono i tuoi obbrobri e la tua
morte.
Mi muovi al tuo amore in tal maniera, che quando
anche non ci fosse il cielo, T’amerei e quand’anche non ci fosse l’inferno,
Ti amerei.

Non mi devi dar nulla,
perché Ti ami: che,
quand’anche non aspettassi quanto aspetto, dello stesso amor che Ti amo,
Ti amerei

Oh mio Gesù, se tu in questo attimo
staccassi una mano dalla croce e carezzassi la mia guancia
e mi chiedessi… “Dimmi cosa desideri per te stesso
e io te lo concederò”
ti chiederei senz’altro:
“Ti Chiedo di darmi tutto l’amore che puoi
perche io possa amarti fino a morirne.”
“Ti chiedo di fare della mia anima la tua Sposa.”

 

09 Gen 2012


Figlia mia,
vuoi essere messa in croce o vuoi essere glorificata?”.
Risposta: glorificata.
Il Cristo sorride e dice:
preferisci essere glorificata dalla creatura o dal Creatore?
Risposta: dal Creatore.
Il Cristo: questo si avvera attraverso la crocifissione.

Che tutte le volte che tu guardi  le creature,
lo sguardo del Creatore si allontana da  te.

Voglio, figlia mia, che tu ti applichi alla preghiera e che tu ti disprezzi.
Colui che si disprezza guadagna forza ed elevazione.

Nostra Signora del Soufanieh, Damasco – Siria
Messaggio di Cristo alla vigilia del terzo anniversario del  Fenomeno,

il 26 Novembre 1985

 

La Croce è la Nostra Salvezza.

E’ un’affermazione che non deve affatto spaventare.
Ci spaventa se siamo legati a questo mondo,
se siamo distanti da Dio.

Se noi non siamo di questo mondo,
se stiamo cercando il Regno di Dio,
allora ci abbandoniamo a Dio e non temiamo la Croce,
quando questa serve a glorificarci in Dio,
se può servire a contribure alla realizzazione del disegno di Gesù,
se può servire a espiare le colpe degli uomini che ogni giorno crocifiggono il Cristo.
Scegliere la Croce significa consolare il Cristo
che si fa carico dei peccati del mondo.

Essere partecipi della passione di Cristo.
Significa amare Cristo sopra ogni cosa.

Noi non siamo di questo mondo,
noi siamo in prova
e ogni qualvolta ci attacchiamo alle cose terrene
rinunciamo un po’ per volta a Dio.

Le sue vie non sono le nostre vie, né i suoi pensieri i nostri pensieri;
e per mostrare più chiaramente che tutto viene da lui, soltanto da lui,
sceglie deboli strumenti, umanamente disadatti ad opere grandi,
ma fa trionfare la sua forza nella loro debolezza.
«Non ha cercato, dice San Paolo, per stabilire la Sua Chiesa, né i sapienti, né i grandi del mondo».
Scelse invece degli ignoranti, dei poveri, appartenenti al popolo minuto,
e ne formò dei vasi di elezione.
Affinché poi la grandezza della missione non li affascinasse e li tentasse di orgoglio,
li collocò continuamente in faccia al loro nulla,
all’impotenza e alla debolezza del loro essere.
I doni divini trovano sicura custodia solo nelle anime veramente umili.
Questa è la via della Provvidenza.
Sul nulla Dio eleva la sua gloria.

«Se avessi potuto trovare una più misera di te,
disse a S. Margherita Maria, avrei scelto lei…».

Sorella Josefa intenderà spesso le medesime parole:
«Se avessi potuto incontrare una creatura più misera di te, avrei fissato su lei il mio sguardo d’amore, e per suo mezzo avrei manifestato i desideri del mio Cuore.

Non avendola trovata, ho scelto te» (7 giugno 1923).

E di lì a poco aggiungerà: «Riguardo a te, ti ho scelta come un essere inutile, sprovvisto di tutto, affinché sia proprio Io, Colui che parla,
che chiede, che agisce» (12 giugno 1923).

Come possiamo chiedere a Gesù di farci santi?
Come possiamo aspirare  a essere scelti per aiutarlo a portare la croce

Come possiamo chiedere di farci Agnelli da offrire in olocausto a Dio Padre
Come posso chiedere al mio Dio di innalzare  la mia miseria

Lui che ha scelto le sue anime predilette nei conventi,
nella castità e nella povertà
nell’umiltà e nell’obbedienza

Perdonami mio Gesù, vorrei morire per te
ma non ne son degno.
Vorrei offrirmi in Sacrificio a Dio
ma mi vergogno di me stesso

Vorrei  dirti: “Caricami di Croci
perché nella sofferenza possa espiare le mie colpe
ed essere degno finalmente di essere ammesso
a godere della luce del tuo volto”

Ma ho paura della mia viltà
finirei per negare la mia richiesta
e il tuo dono di redenzione.

Ti rinnegherei come Pietro
dieci e cento volte

lascerei cadere la croce
e mi lamenterei di tanta ingiustizia

Oh Gesù mio,
ti imploro però
come facesti per i tuoi apostoli
nello sconforto dopo a tua morte

sia Pentecoste
Mandami il tuo spirito

perché la mia paura si trasformi in fortezza
e il mio amor proprio in umiltà estrema.

 


sabato 14 Gen 2012

Porgi l’orecchio, Signore, alle mie parole:
intendi il mio lamento.
Ascolta la voce del mio grido,
o mio re e mio Dio,
perché ti prego, Signore.
Al mattino ascolta la mia voce;
fin dal mattino t’invoco e sto in attesa.
Tu non sei un Dio che si compiace del male;
presso di te il malvagio non trova dimora;
gli stolti non sostengono il tuo sguardo.
Tu detesti chi fa il male,
fai perire i bugiardi.
Il Signore detesta sanguinari e ingannatori.
Ma io per la tua grande misericordia
entrerò nella tua casa;
mi prostrerò con timore
nel tuo santo tempio.
Signore, guidami con giustizia
di fronte ai miei nemici;
spianami davanti il tuo cammino.
Gioiscano quanti in te si rifugiano,
esultino senza fine.
Tu li proteggi e in te si allieteranno
quanti amano il tuo nome.
Signore, tu benedici il giusto:
come scudo lo copre la tua benevolenza.
(Salmo 5)

Il mio Dio alterna in me momenti di grande Consolazione a momenti di grande sconforto
Mentre nei momenti di Grazia tutto ti appare  limpido, chiara e la parola di Dio, chiari sono i tuoi propositi
e la luce rischiara i tuoi passi
nei momenti di sconforto tutto diventa oscuro
ti chiedi se Dio ti da quell’angoscia per averlo offeso
o forse per metterti alla prova

Se leggi la sua parola ,
senti Gesù che ti rimprovera le tue debolezze

Negli scritti di Josefa Menendez leggo Gesù che dice:

So che siete piene di miserie, ma per questo non distoglierò da voi il mio più tenero sguardo;
al contrario, ansiosamente aspetterò che veniate da me, non solo per alleviare le vostre pene,
ma per ricolmarvi di nuovi benefici.

se chiedo qualcosa che costa alla vostra natura, vi do nello stesso tempo la grazia e la forza necessaria per vincervi.

Lasciatemi dunque entrare nell’anima vostra e se non avete nulla che sia degno di me, ditemi con umiltà, ma con fiducia:
“Signore, vedi quali fiori e quali frutti produce il mio giardino.
Vieni e insegnami ciò che debbo fare, affinché, oggi stesso possa cominciare a sbocciare in me il fiore che desideri!”

Oggi vado a confessarmi
spero di fare una buona confessione
ho bisogno di conforto,
non solo di confessare i miei peccati
ma anche di parlare della parola di Dio
di esporre al mio confessore i miei dubbi e i miei timori,

Ieri in particolare,
mi sentivo bene, dicevo a Gesù
vieni mio Re, vieni a riposare nel mio Cuore
dammi pace.
Era una bella sensazione di serenità
immaginavo Gesù che appoggiava la sua testa nel mio cuore

poi mi ritrovo a leggere queste pagine:

A quante anime potrei dire: “Che fate? Perché mi tradite con un bacio?”
Anima che amo, che vieni a ricevermi e che tante volte hai ripetuto di amarmi, se, appena stata con me e già mi consegni ai miei nemici.
Ben sai che in quella riunione che ti attira, si fanno discorsi offensivi per me e tu, che mi hai ricevuto stamani, e che forse mi riceverai domani, perdi in quel luogo il candore prezioso della mia grazia!

Ad un’altra dirò: perché persisti in quell’affare che ti sporca le mani?
Non sai che non è lecito il mezzo con cui ti procuri quel guadagno, quella posizione, quel benessere?

Tu mi ricevi, tu mi abbracci come Giuda, perché fra qualche istante, darai tu stesso il segno ai miei nemici dal quale mi riconosceranno per catturarmi!

Mi rivolgerò anche a te, anima cristiana, che mi tradisci con quell’amicizia pericolosa.
Non solo mi incateni e mi lapidi, ma, per causa tua, anche un’altra persona mi tradisce.

Perché mi consegni così, mentre mi conosci e in varie occasioni ti glori della tua pietà e della tua carità?
Senza dubbio potresti raccogliere un gran merito, ma in realtà che cosa sono se non un velo che copre la tua malizia?

Questa lettura ha avuto l’effetto di un severo rimprovero, che mi ha ricolmato il cuore di tristezza.
In quante di queste cose dette mi sono ritrovato?

Mi sembra di dover ripartire da capo, perché in questo mio accidentato cammino verso Dio sono ancora al punto di partenza.
Se penso ad alcune sue frasi mi sento come quello a cui Gesù dice:

“Seguimi.” E costui rispose: “Signore, concedimi di andare a seppellire prima mio padre.” Gesù replicò: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; va’ e annuncia il regno di Dio.” Un altro disse: “Ti seguirò Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa.” Ma Gesù gli rispose: “Nessuno che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto al Regno di Dio” (Lc 9,57-62)

Ecco, Gesù mi dice:
“Sei sicuro che quel lavoro che stai svolgendo non mi offende?”
io rispondo:
“Signore, grazie a quel lavoro sto risalendo la china, e ancora sono a metà del guado.
Neanche a me piace, ma mi sta dando quella sicurezza economica che mi mancava.”
mi sembra di sentire Gesù che mi dice:
“Nessuno che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto al Regno di Dio.
Se avessi fiducia in me, e il tuo abbandono al tuo Dio fosse sincero, non esiteresti a lasciare quel lavoro per seguirmi, fiducioso nella mia provvidenza.”
Poi aggiunge:
“Sei sicuro che i posti che frequenti il sabato ti rendano migliore o piuttosto i tuoi occhi offendono Dio?”
io rispondo:
“Ma tolto il sabato, quando mai sto un po’ con gli amici, stiamo un po’ a bere e a parlare, cerco di essere più morigerato nel bere e provo a tenere gli occhi bassi.”
Lui mi risponde severo:
“Lo sai che con quegli amici fate discorsi che mi offendono, quando non sono veri e propri insulti alla mia persona e alla mia parola.”
Poi aggiunge:
“Perché coltivi un’amicizia che può diventare pericolosa? Il tuo è un sincero spirito di Carità o c’è della malizia?”

Mi sento messo all’angolo.
Chiedo al mio Dio:

Gesù, voglio essere creta nelle tue mani da plasmare.
A cosa mi serve la mia libertà
a cosa mi serve la mia volontà
se non so usarla se non per offenderti
rendimi creta nelle tue mani
a te mi abbandono
questa è la mia sincera volontà
tu sai che sono sincero in questo:
Gesù a te mi dono
plasmami con il tuo Spirito
perché al termine dei miei giorni
tu ti compiaccia della tua creatura.

Oh Gesù,
la mia volontà è donarmi a te
sia fatta sempre la tua volontà
prendo tutto quello che vuoi
sia benedetto il mio Dio
sia che tu tolga, sia che tu dai.
Se qualcosa di me ti offende,
e io per viltà o per debolezza,
per ottusità e ignoranza,
o per meschinità non riesco a spogliarmene
tu o mio Signore
prendi da me  questa cosa
perché io torni a essere in Grazia

perché mi smarrisco presto
sono un bimbo che cerca la tua mano
Oh Gesù mio toglimi ciò che non ti è gradito
vengo da te a mendicare santità

Ti loderò sempre
sia che tu dia
sia che tu tolga.

Lun 16 Gen 2012


Medjugorje: Messaggio del 29 agosto 1983 (Messaggio dato al gruppo di preghiera)

Non agitatevi, non preoccupatevi. Ogni agitazione viene da Satana. Voi siete figli di Dio: dovete essere sempre calmi, nella pace, perché Dio guida tutto.

 

Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. (Gv 14,1)

A volte veniamo presi da turbamento, quando non sentiamo dentro al nostro cuore la presenza forte di Gesù. Preghiamo di più, e chiediamo soccorso alla Madonna, il rifugio dei peccatori, il faro che ci condice a Gesù.

[...]Apritevi al Padre.
Questa è la via alla felicità,
la via per la quale io desidero guidarvi.
Dio Padre non lascia mai soli i suoi figli
e soprattutto non nel dolore e nella disperazione.
Quando lo comprenderete ed accetterete sarete felici.
La vostra ricerca si concluderà.[...]
(Medjugorje, 2 Gen 2012)

Quante domande ci facciamo in questi momenti e ci tormentiamo per niente, perché non accogliamo Gesù con cuore semplice.
Cerchiamo Dio, e cerchiamo Gesù il Salvatore.

Gli disse Gesù: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto”.
Gli disse Filippo: “Signore, mostraci il Padre e ci basta”.
Gli rispose Gesù: “Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? [10] Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere. [11] Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre.
Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio.
Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.
Se mi amate, osserverete i miei comandamenti.
Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre,

Oh Gesù mandaci il Consolatore, il Paraclito
apriamo il Nostro cuore per accoglierlo con gioia
perché la nostra fragilità
la nostra miseria e le lordure del peccato
possano finalmente essere vinti dalla luce,
dal fuoco che consuma.
Perche io possa glorificarti Oh mio Dio

Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama.
Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui”.
Gli disse Giuda, non l’Iscariota: “Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?”.
Gli rispose Gesù: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.
Chi non mi ama non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi.
Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
(Gv 14)

Lo Spirito Santo ci porterà alla fede dei primi Apostoli
e della prima Chiesa.
Uno Spirito che è già in noi,
perché come dice San Paolo:

 

Ebbene, io vi dichiaro: come nessuno che parli sotto l’azione dello Spirito di Dio può dire “Gesù è anàtema”, così nessuno può dire “Gesù è Signore” se non sotto l’azione dello Spirito Santo.(Corinzi 1, 12)

 

Ma abbiamo bisogno che soffi più forte, che diventi potenza di Dio,
noi possiamo accoglierlo preparando il Cuore,
confessandoci,
accogliendo spesso Gesù nel nostro cuore con l’Eucaristia,
dando alla nostra anima il suo cibo naturale.
Ma dobbiamo pregare perché lo spirito irrompa nei nostri cuori con la potenza di Dio,
lo Spirito “che procede dal Padre e dal Figlio”.

Dobbiamo pregare per non cadere nelle lusinghe del Nemico
pregare per fortificarci
osservare i suoi comandamenti per essere degni della Misericordia di Dio

Non possiamo scendere a compromessi con la legge di Dio
in nome della modernità.
La parola di Dio non muta.
Non cediamo all’inganno del Demonio che vuole proporci una fede asservita alla modernità.
Satana ci dice: “Cosa vuoi che siano gli atti impuri?”
La risposta è:
“Sono peccati mortali. E’ il sesto comandamento di Dio.
La morte improvvisa in loro disgrazia può condannare un anima per l’eternità.
Dice San Paolo ai Corinzi:

Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?
Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi. (Corinzi 1, 3)

 

Mar  18 Gen 2012


Abbiamo digiunato e tu perché non ne hai fatto conto?
Abbiamo umiliato le anime nostre,
e tu hai fatto finta di non saperlo”.

Ecco, nel giorno del vostro digiuno curate i vostri affari,
e siete pieni di esigenze verso tutti i vostri debitori.

Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi
e colpendo con pugni iniqui.

Non digiunate più come fate oggi,
così da fare udire in alto il vostro chiasso.
È forse come questo il  digiuno che bramo,
il giorno in cui l’uomo si mortifica?
Piegare come un giunco il proprio capo,
usare sacco e cenere per letto,
forse questo vorresti chiamare digiuno
e giorno gradito al Signore?

Non è piuttosto questo il digiuno che voglio:
sciogliere le catene inique,
togliere i legami del giogo,
rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?

Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato,
nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire uno che vedi nudo,
senza distogliere gli occhi da quelli della tua carne?

Allora la tua luce sorgerà come l’aurora,
la tua ferita si rimarginerà presto.

Davanti a te camminerà la tua giustizia,
la gloria del Signore ti seguirà.

Allora lo invocherai e il Signore ti risponderà;
implorerai aiuto ed egli dirà: “Eccomi!”.
Se toglierai di mezzo a te l’oppressione,
il puntare il dito e il parlare empio,

Se offrirai il pane all’affamato,
se sazierai chi è digiuno,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce,
la tua tenebra sarà come il meriggio.

Ti guiderà sempre il Signore,
ti sazierà in terreni aridi,
rinvigorirà le tue ossa;
sarai come un giardino irrigato
e come una sorgente
le cui acque non inaridiscono.

La tua gente riedificherà le antiche rovine,
ricostruirai le fondamenta di epoche lontane.
Ti chiameranno riparatore di brecce,
restauratore di case in rovina per abitarvi.

Se tratterrai il piede dal violare il sabato,
dallo sbrigare affari nel giorno a me sacro,
se chiamerai il sabato delizia
e venerando il giorno sacro al Signore,
se lo onorerai evitando di metterti in cammino,
di sbrigare affari e di contrattare,

Allora troverai la delizia nel Signore.
Io ti farò calcare le alture della terra,
ti farò gustare l’eredità di Giacobbe tuo padre,
poiché la bocca del Signore ha parlato.
(Isaia 58)

 

23 Gen 2012


Sentire Gesù che ti dice: “Seguimi”
quanti pensieri per la testa.
“Se vuoi essere perfetto, và, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi” (Mt 19,21).

Il giovane ricco di cui parla il Vangelo se ne andò via triste. Ma la chiamata del Signore l’aveva avvertita in maniera chiarissima: “Udito questo, il giovane se ne andò triste; poiché aveva molte ricchezze” (Mt 19,22).
Se sei tu l’interessato, chiedi al Signore che ti dia un amore più grande.
Interponi anche l’intercessione della Beata Vergine e di San Francesco.

Comparendo a Santa Faustina Kowalska, il Signore disse che quando scende nel cuore di una persona dopo la S. Comunione vi sta seduto come sopra un trono di grazie e dice incessantemente: domanda quello che vuoi.
Tu potresti andare a Messa per sette giorni consecutivi e, dopo esserti confessato all’inizio della settimana, al momento della S. Comunione domanderai al Signore di effondere il suo sangue prezioso su tutto il male che hai fatto direttamente o indirettamente a te e alla Chiesa.
Ti accorgerai che questa richiesta poco per volta coinvolgerà la tua vita, sicché, se ti capiterà qualche piccola contrarietà, sarai subito pronto ad offrirla in riparazione.

Il secondo consiglio riguarda il rafforzamento della tua fede.
Siccome la fede non è solo un insieme di verità da credere, ma è soprattutto esperienza di vita in Cristo, io trovo buona cosa che tu cominci a recitare il S. Rosario quotidianamente.
Il Rosario consiste proprio in questo: nel portare Cristo con i misteri della sua vita dentro la nostra vita.
Dicendo il Padre nostro e le Ave Maria, dovrai fare tre cose:
primo, ti ripresenterai la scena enunciata nel mistero, nel convincimento che Cristo ti domanda di esserne contemporaneo;
secondo, ringrazierai Cristo per l’evento compiuto per noi;
terzo, domanderai a Dio grazie in virtù dei meriti che Cristo ci ha procurato attraverso l’evento che andrai contemplando.
Ti accorgerai che il Rosario cambierà la tua vita e non solo ti farà conoscere il vangelo, ma te lo farà vivere.

Che cosa significa concretamente consacrarsi al Cuore Immacolato di Maria

Quesito

Gentile Padre Angelo,
ho da poco scoperto questa rubrica nella quale lei risponde in modo particolarmente accurato e profondo; mi complimento per la gentilezza e delicatezza (e soprattutto pazienza) con la quale lei accoglie le tante domande dei lettori.
La mia domanda è questa: la “Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria secondo le indicazioni date a Suor Lucia di Fatima dalla Madonna sono da considerasi attendibili in virtù del fatto che sono state dettate in una “rivelazione privata”? In quella occasione la Madonna promise : “…A tutti coloro che per cinque mesi, al primo sabato, si confesseranno, riceveranno la santa Comunione, reciteranno il Rosario e mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i Misteri, con l’intenzione di offrirmi riparazioni, prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le grazie necessarie alla salvezza”….”
Secondo il mio criterio di lettura, effettuando la Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria “è come se consegnassi, volontariamente ed in anticipo, le chiavi del mio cuore e della mia anima alla Madre di Dio… al fine che, comunque le cose vadano…nonostante le mie inevitabili cadute….Lei mi preservi e mi aiuti fino al raggiungimento (spero) della Salvezza finale.
Forse sono troppo ottimista?…Sa Padre…di me  io mi fido poco…..
Cordialmente
Aldo
Sia Lodato Gesù Cristo


Risposta del sacerdote

Caro Aldo,
Consacrarsi al Cuore Immacolato di Maria non consiste solo nel pronunciare una formula o nel compimento di una determinata pratica.
Sarebbe troppo semplice.

Consacrarsi o affidarsi a Maria significa rimettere tutta la propria vita nelle mani della Madonna offrendo tutto quello che facciamo a Dio facendolo passare attraverso il Suo Cuore Immacolato.
E molto più consiste nell’affrontare le vicessitudini della vita senza lamentarsi e senza sbuffare, adorando i disegni divini. Proprio come ha fatto la Madonna ai piedi della croce.
Fare la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria e lamentarsi in continuazione di tutto e di tutti è una palese contraddizione.

Come vedi, la strada della consacrazione o affidamento al Cuore Immacolato di Maria è una strada molto bella e ardua di santificazione.
Significa sottomettersi ai disegni divini che il Signore fa passare attraverso le Mani di Maria, che sono sempre Mani piene di amore.
Tutto questo è perfettamente in linea con quello che tu stesso hai scritto: “consegnare, volontariamente ed in anticipo, le chiavi del mio cuore e della mia anima alla Madre di Dio… al fine che, comunque le cose vadano”.

Ti assicuro una preghiera perché tu non ritiri mai dalle mani della Madonna le chiavi del tuo cuore. Praticamente le ritiri d quando ti lamenti o fai quello che dispiace a Dio.
Ti saluto e ti benedico.
Padre Angelo

30 Gen 2012


Vangelo del Giorno

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 5,1-20.

Intanto giunsero all’altra riva del mare, nella regione dei Gerasèni.
Come scese dalla barca, gli venne incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo.
Egli aveva la sua dimora nei sepolcri e nessuno più riusciva a tenerlo legato neanche con catene,
perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva sempre spezzato le catene e infranto i ceppi, e nessuno più riusciva a domarlo.
Continuamente, notte e giorno, tra i sepolcri e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre.

Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi,
e urlando a gran voce disse:
«Che hai tu in comune con me, Gesù, Figlio del Dio altissimo?
Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!».
Gli diceva infatti: «Esci, spirito immondo, da quest’uomo!».

E gli domandò: «Come ti chiami?».
«Mi chiamo Legione, gli rispose, perché siamo in molti».
E prese a scongiurarlo con insistenza perché non lo cacciasse fuori da quella regione.
Ora c’era là, sul monte, un numeroso branco di porci al pascolo.
E gli spiriti lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi».
Glielo permise. E gli spiriti immondi uscirono ed entrarono nei porci e il branco si precipitò dal burrone nel mare;
erano circa duemila e affogarono uno dopo l’altro nel mare.

I mandriani allora fuggirono, portarono la notizia in città e nella campagna e la gente si mosse a vedere che cosa fosse accaduto.
Giunti che furono da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura.
Quelli che avevano visto tutto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci.
Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio.

Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo pregava di permettergli di stare con lui.
Non glielo permise, ma gli disse: «Và nella tua casa, dai tuoi, annunzia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ti ha usato».
Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli ciò che Gesù gli aveva fatto, e tutti ne erano meravigliati.

 

Perché Gesù non vuole che Costui lo segua come discepolo?
Nessuno di noi può sapere quale sia la volontà di Dio su di noi.
Presi dal fervore della fede e forse anche dalla nostra presunzione,
dall’Io che spinge sempre per soffocare quei nostri piccoli e deboli moti di Carità,
vorremmo che Dio ci facesse subito Santi.

Gesù all’uomo che un momento prima era indemoniato dice:
Và nella tua casa, dai tuoi!
Cerchiamo sempre, spinti dalla nostra Superbia, di considerarci nel nostro intimo, come i destinatari di chissà quale disegno di salvezza, ma non dobbiamo mai smettere d guardarci indietro, e riscoprire alla luce del nostro empio passato la nostra nullità
che possiamo offrire a Dio,
questa è la strada che porta all’umiltà.

Troviamo dentro di noi l’umiltà di dire:
Mio Signore, sono il tuo Servo inutile.”
Carichiamo questa frase di sincerità, svuotiamola di ogni ipocrisia.
Quando ci saremo riusciti avremo fatto un bel po di strada lungo la via della perfezione.
Invece il più delle volte la pronunciamo sperando in cuor nostro che il Signore ci dica:
Bravo, adesso che hai detto questo sei pronto a diventare Santo.”
Siamo pronti ad accettare per sempre la nostra condizione di Servi inutili?

Possiamo solo implorare il Nostro Signore
e lo Spirito Paraclito
che ci dia l’umiltà per comprendere
il significato della parola “Carità”

 


Popolo mio3, che cosa ti ho fatto?
In che cosa ti ho stancato?
Rispondimi.

Forse4 perché ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto,
ti ho riscattato dalla condizione servile
e ho mandato davanti a te
Mosè, Aronne e Maria?

Con6 che cosa mi presenterò al Signore,
mi prostrerò al Dio altissimo?
Mi presenterò a lui con olocausti,
con vitelli di un anno?

Gradirà7 il Signore migliaia di montoni
e torrenti di olio a miriadi?
Gli offrirò forse il mio primogenito
per la mia colpa,
il frutto delle mie viscere
per il mio peccato?.

Uomo8,
ti è stato insegnato ciò che è buono
e ciò che richiede il Signore da te:
praticare la giustizia,
amare la bontà,
camminare umilmente con il tuo Dio.
(Michea, 6)

 

Oh Signore Mio Dio
afferra la mia mano, soccorrimi
Perchè sono un cieco,
che si agita nella disperazione
e le mie mani afferrano l’aria

Sento forte la tua voce
ed il mio cuore ne è scosso
ma non vedo il tuo volto
e mi dispero…

 

Potrò11 io giustificare
le bilance truccate
e il sacchetto di pesi falsi?

I ricchi12 della città sono pieni di violenza
e i suoi abitanti proferiscono menzogna;
le loro parole sono un inganno!
Allora13 anch’io ho cominciato a colpirti,
a devastarti per i tuoi peccati.

Mangerai14, ma non ti sazierai,
e la tua fame rimarrà in te;
metterai da parte, ma nulla salverai;
e se qualcosa salverai,
io lo consegnerò alla spada.

Seminerai15, ma non mieterai;
frangerai le olive, ma non ti ungerai d’olio;
produrrai mosto, ma non berrai il vino.

se siedo nelle tenebre,
il Signore sarà la mia luce.

Sopporterò9 lo sdegno del Signore
perché ho peccato contro di lui,
finché egli tratti la mia causa
e ristabilisca il mio diritto,
finché mi faccia uscire alla luce
e io veda la sua giustizia.
(Michea, 7)

Oh Gesù mio,
potessi solo toccare le tue vesti
(Mc 5, 28-34)
L’unico conforto è la speranza nella mia fede
(Mc 5, 36)

05 Feb 2012

Più grande è la carità

Se1 parlassi le lingue degli uomini e degli
angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo
che strepita.
E2 se avessi il dono della profezia, se conoscessi
tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da
trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei
nulla.
E3 se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi
il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi
servirebbe.

La4 carità è magnanima, benevola è la carità; non è
invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, 5non manca di
rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male
ricevuto, 6non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità.
Tutto7 scusa, tutto crede, tutto spera, tutto
sopporta.

Ora13 dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la
carità. Ma la più grande di tutte è la carità!

 


1 Pietro,1

Perciò6 siate ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere, per un
po’ di tempo, afflitti da varie prove, 7affinché la vostra fede,
messa alla prova, molto più preziosa dell’oro – destinato a perire e tuttavia
purificato con fuoco – torni a vostra lode, gloria e onore quando Gesù Cristo si
manifesterà. 8Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza
vederlo, credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa,
9mentre raggiungete la mèta della vostra fede: la salvezza delle
anime.

Perciò13, cingendo i fianchi della vostra mente e restando sobri,
ponete tutta la vostra speranza in quella grazia che vi sarà data quando Gesù
Cristo si manifesterà. 14Come figli obbedienti, non conformatevi ai
desideri di un tempo, quando eravate nell’ignoranza

1 Pietro, 4

La7 fine di tutte le cose è vicina. Siate dunque moderati e sobri,
per dedicarvi alla preghiera. 8Soprattutto conservate tra voi una
carità fervente, perché la carità copre una moltitudine di peccati.
9Praticate l’ospitalità gli uni verso gli altri, senza mormorare.
10Ciascuno, secondo il dono ricevuto, lo metta a servizio degli
altri, come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio.
11Chi parla, lo faccia con parole di Dio; chi esercita un ufficio, lo
compia con l’energia ricevuta da Dio, perché in tutto sia glorificato Dio per
mezzo di Gesù Cristo, al quale appartengono la gloria e la potenza nei secoli
dei secoli. Amen!

1 Pietro, 5: Umili e pronti a servire

Anche5 voi, giovani, siate sottomessi agli anziani. Rivestitevi
tutti di umiltà gli uni verso gli altri, perché Dio resiste ai superbi, ma dà
grazia agli umili
.
Umiliatevi6 dunque sotto la potente mano di Dio, affinché vi esalti al tempo opportuno, 7riversando su di  lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi.

Siate sobri, vegliate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in
giro cercando chi divorare. 9Resistetegli saldi nella fede, sapendo
che le medesime sofferenze sono imposte ai vostri fratelli sparsi per il
mondo.
10E il Dio di ogni grazia, il quale vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo Gesù, egli stesso, dopo che avrete un poco sofferto, vi ristabilirà, vi confermerà, vi rafforzerà, vi darà solide fondamenta.
11A lui la potenza nei secoli. Amen!

 

IO TENGO LA CHIAVE
26 Settembre, 1989

Mio Signore?
Io sono; non dubitare mai; ricordati che  sono Io che tengo le chiavi di molte porte;
le aprirò una dopo l’altra, ognuna al momento giusto, comprendi questo?

Tu non devi inquietarti, non hai bisogno di affrettarti;
Io, il Signore, susciterò ogni cosa al tempo giusto;



(Gesù a Vassila)

 

06 Feb 2012

Se21 il malvagio si allontana da tutti i peccati che ha commesso e osserva tutte le mie leggi e agisce con giustizia e rettitudine, egli vivrà, non morirà.
Nessuna22 delle colpe commesse sarà più ricordata, ma vivrà per la giustizia che ha praticato. Forse23 che io ho piacere della morte del malvagio – oracolo del Signore – o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva?

Ma24 se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male, imitando tutte le azioni abominevoli che l’empio commette, potrà egli vivere?
Tutte le opere giuste da lui fatte saranno dimenticate; a causa della prevaricazione in cui è caduto e del peccato che ha commesso, egli morirà.

Voi25 dite: «Non è retto il modo di agire del Signore».
Ascolta dunque, casa d’Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non è retta la vostra?

Se26 il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di questo muore, egli muore appunto per il male che ha commesso.
E27 se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso e compie ciò che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso.

(Ezechiele, 18)

Il Silenzio di Dio

Il silenzio è il primo passo verso
l’incontro con Dio.

La necessità di un silenzio delle parole è predicata da Santi e maestri spirituali, poiché la lingua è spesso occasione di peccato, di dispersione inutile, di distrazione.

Tacere e moderare le parole, ma non solo:
cercare l’allontanamento dalla civiltà del rumore e dall’attivismo
sfrenato. Il silenzio esteriore restituisce al corpo, alla mente e allo spirito quella calma necessaria per recuperare il silenzio interiore.

 

Il silenzio del cuore è ciò che ci permette di essere lucidi, vigilanti ed accoglienti
verso noi stessi, verso gli altri e verso Dio. Per tutti i mistici il silenzio interiore è il luogo in cui incontriamo Dio e, con Dio e in Dio, il nostro prossimo.

L’uomo contemporaneo ha paura del silenzio perchè, più o meno inconsciamente, ha eliminato la fonte del proprio silenzio, cioè Dio.

 

C’è un silenzio vuoto
e un silenzio pieno.

Il silenzio vuoto è freddo e incute paura,
perchè in esso facciamo i conti
con le nostre povertà.

Il silenzio pieno è il silenzio abitato
da Dio; è quello spazio di fiducia e di intimità
in cui lasciamo entrare l’Amato
e allora il vuoto si riempie di calore e di vita.

 

I contemplativi sanno che solo attraverso la dura disciplina del silenzio si può giungere a percepire la Presenza di Dio.

Talvolta, tuttavia, Dio tarda a farsi sentire.

E’ la prova del silenzio di Dio, che
porta con sé aridità e sofferenza.

Quando tutto tace, quando nella solitudine e nell’abbandono del silenzio più totale non si sente la Voce di Dio,
si vive nell’attesa di un segno.

La consolazione sarà comprendere che se Dio tace, tace
per amore, e se parla, parla per amore.

Dopo il tempo della prova, ecco che il
silenzio, improvvisamente ed inaspettatamente, diventa
una chiara eco del Verbo.

 Piccoli Figli della luce

 

sabato 11 Feb 2012

Camminate con semplicità nelle vie del Si­gnore e non tormentate il vostro
spirito. Bisogna che odiate i vostri difetti, ma con odio tranquillo, e non già
fastidioso e inquieto; fa d’uopo avere con essi pazienza, e ritrarne vantaggio
mediante un santo abbassamento.
(P.Pio)

lunedì 13 feb 2012

Meditazione del Giorno: Mc 9

Attendere un segno dal cielo.
Desiderare a tal punto il tuo Dio da contemplare il cielo
agognando di vedere un segno.

19Egli allora in risposta, disse loro: «O generazione incredula!  Fino a quando starò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da  me». 20E glielo portarono. Alla vista di Gesù lo spirito scosse con  convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava spumando. 21Gesù  interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose:  «Dall’infanzia; 22anzi, spesso lo ha buttato persino nel fuoco e  nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci».  23Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». 24Il  padre del fanciullo rispose ad alta voce: «Credo, aiutami nella mia  incredulità». 25Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò  lo spirito immondo dicendo: «Spirito muto e sordo, io te l’ordino, esci da  lui e non vi rientrare più». 26E gridando e scuotendolo fortemente,  se ne uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «E’  morto». 27Ma Gesù, presolo per mano, lo sollevò ed egli si alzò  in piedi.

Oh mio Signore!
Credo, aiutami nella mia incredulità.
Sia fatta la tua volontà su di me.
L’unica cosa di cui sono degno è l’abbandono con fiducia e speranza a te.

Proteggimi dalle cadute
e dalle insidie del nemico
tu sei il Dio fedele
mi tendi la mano per sollevarmi dalle mie paure

 

Lettera di san Giacomo 1,1-11.
Considerate perfetta letizia, miei fratelli, quando subite ogni sorta di prove,
sapendo che la prova della vostra fede produce la pazienza.
E la pazienza completi l’opera sua in voi, perché siate perfetti e integri, senza mancare di nulla.
Se qualcuno di voi manca di sapienza, la domandi a Dio, che dona a tutti generosamente e senza rinfacciare, e gli sarà data.
La domandi però con fede, senza esitare, perché chi esita somiglia all’onda del mare mossa e agitata dal vento;
e non pensi di ricevere qualcosa dal Signore un uomo che ha l’animo oscillante e instabile in tutte le sue azioni.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 8,11-13.
Allora vennero i farisei e incominciarono a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.
Ma egli, traendo un profondo sospiro, disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità vi dico: non sarà dato alcun segno a questa generazione».
E lasciatili, risalì sulla barca e si avviò all’altra sponda.

Martedì 14 feb 2012

Non dobbiamo scoraggiarci quando Gesù sembra ignorarci.
Non dobbiamo pensare che sia necessariamente indignato con noi.
Forse sta solo fortificando nella prova la nostra anima.
Allora offriamo a lui la nostra sofferenza e il nostro timore
quanto può resistere un padre nel vedere il figlio angustiarsi e dolere d’amore.
Dopo i Getsemani verrà l’ora del Tabor.
Dobbiamo sperare con fiducia
e non essere come chi esita, perché come dice San Giacomo
chi esita somiglia all’onda del mare mossa e agitata dal vento;
e non pensi di ricevere qualcosa dal Signore un uomo che ha l’animo oscillante e instabile in tutte le sue azioni.

Allora uniformiamoci alle parole di Don Dolindo Ruotolo
e coltiviamo la speranza di essere domani come Santa Gemma Galgani.

(…) La sua accorata lettera mi conferma di più che Gesù le vuol bene, e che
le sue grandi pene sono sempre una prova non una colpa.Ho pregato Gesù che le avesse riversate in me per liberarne V.R., ma è chiaro come la luce del giorno che quelle pene sono una prova e un mezzo di raffinamento spirituale.Dio  permette a volte l’invasione quasi del male, sostiene la volontà con un filo, e la lascia sull’orlo dell’abisso, per non darle la percezione della grazia che ancora le conserva nel cuore.
E’ un mirabile segreto dell’amore divino per coltivare l’umiltà nell’anima che ama, e per tenerla in basso concetto di se stessa.Satana senza dubbio entra in queste lotte, perché egli le muove; ma se l’anima invece di agitarsi si umilia, ed invece di turbarsi glorifica Dio nella stessa pena che le cagiona la miseria, Satana fugge e l’occasione del male diventa occasione di bene.
(Dolindo Ruotolo – Epistolario)

 

‘O vecchiariello d’a Madonna
Non c’è santità senza devozione mariana. Il popolo, nella percezione
intuitiva che possiede delle anime, aveva bene appellato don Dolindo come il
“vecchietto di Maria”, quasi ad indicarne una appartenenza, il matronimico.
Effettivamente don Dolindo fu tutto di Maria; egli ha celebrato le lodi più
belle della Vergine, ha cantato per Lei e insieme a Lei le melodie più soavi.
Una gran parte dei suoi scritti e dei suoi opuscoli sono dedicati alla Vergine
Immacolata, alla Madre del Redentore alla corredentrice del genere umano. Maria
è per Lui il sospiro dell’universo e la magnificenza delle anime, il cantico
della Trinità. Incomparabile resta il suo commento al Magnificat ispirato e
dettato dalla Vergine che veniva a istruire il piccolo cenacolo di don
Dolindo.

Alla scuola della Madre celeste si produceva una profonda riforma del cuore
culminante nel suo ultimo lavoro: “Maria, madre di Dio e
Madre nostra
“, una possente trilogia mariana composta negli ultimi anni
della sua vita, tra dolori indicibili e una paralisi che gli rendeva sommamente
difficile lo scrivere. Fulcro di tale devozione mariana era la preghiera del
Santo Rosario, che egli recitava meditando le stazioni della vita, morte e
resurrezione di Gesù sulla sua corona, costantemente impugnata e che usava come
una verga mosaica per battere alle porte del cielo e impetrare grazie o come una
spada contro le tentazioni e gli assalti del demonio.

 


Padre Emiliano Tardif ci ricorda:
Per incontrare il Signore dobbiamo prima di tutto ascoltarlo.
Il Signo­re vuoi parlare al nostro cuore e noi dobbiamo metterci in ascolto.

Padre Buono e misericordioso, che ci hai chiamato alla profonda inti­mità con te per parteciparci la tua stessa natura divina, ti chiediamo di effondere su di noi uno spirito di preghiera e di lode, per poter entrare in piena comunicazione con te attraverso il tuo Spirito Santo.

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi;
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».
(Lc 10)

Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, 18prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano.
(Mc 16, 15-20)

 

«Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi» (Gv 20,21).I Dodici apostoli continuano nel tempo e nello spazio l’opera di salvezza di Gesù. Sono i responsabili della diffusione sino ai confini della terra e per tutti i secoli dei frutti e dell’opera redentrice di Cristo Gesù. Sono inviati nello stesso tempo a predicare e guarire. Non sono solo trasmettitori di una parola, ma anche portatori della salvezza di Gesù. La Chiesa non è solo l’annunciatrice della buona novella che ci ha salvati, ma anche la portatrice di questa salvezza (il sacramento di salvezza). Testi: Mt 10,5-8; Lc 9,16.

Questa missione non riguarda solo i dodici, ma si estende ai settantadue discepoli: … curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio (Lc 10,9).

E alla fine del vangelo di Marco, vediamo che questa missione si estende non solo ai dodici apostoli e ai settantadue discepoli,
ma «a tutti quelli che credono».

 …E questi saranno ì segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno (Mc 16,15-18).

L’ultima frase del vangelo di Marco non è la fine del Vangelo, ma indica l’espansione della buona novella che arriva fino ai nostri giorni:

«Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano» (Mc 16,20).

Una delle caratteristiche che distingue il vero apostolo è la presenza di segni, prodigi e miracoli (2 Cor 12,12; Cf Rm 15,19).

(Tratto da: “Cristo Gesù è vivo” di Padre Emiliano Tardif )

Sabato 19 feb 2012

Sotto lo sguardo di Dio bisogna starci semplicemente…

Se tu pigli un fiore del campo e lo fai tuo, gli hai tolto la vita; se lo
vuoi troppo esaminare, lo avrai miseramente sfrondato. Così sono le cose
divine: se le desideriamo per noi (per il nostro egoismo), sono fiori recisi; se
le desideriamo in Dio, sono fiori che rimangono sulla pianta, che non
avvizziscono, che producono sempre il loro frutto.
Se ti preoccupi di essere di Dio, quasi che fosse tua forza l’esserlo, tu ti
sei già ristretta nelle tue povere – attività, tutte umane, tutte materiate di
orgoglio; se ti abbandoni a Dio, tu gli darai ampia libertà di… devastarti, per
riedificarti. La bimba che, docilmente si fa adornare dalla mamma, fa
sempre una figura bella; quella invece che domanda, a lei tante cose e vuole
il nastro nei capelli, la cintura ai fianchi, il braccialetto al polso… farà
contenta se stessa ma con le sue piccinerie avrà guastato il gusto materno.
Nella nostra vita questo dobbiamo raggiungere. Fare esaltare Dio
dovunque ed inabissare nel nulla squallido la nostra miseria!

(Sac. Dolindo Ruotolo)

lun 20 feb 2012


Cosa desidero?
Ogni giorno  ti chiedo di accogliere me e la mia miseria
ogni giorno ti chiedo di prendere dimora in me
di parlare per me e agire per me
Mi interessa solo
poter vivere
per glorificarti e per la salvezza dei miei fratelli d’esilio

Abbandonarmi a te
nella prova e nella consolazione
La Mamma Celeste mi sorreggerà nella prova
Quando preso dallo sconforto
temo di cadere nell’inganno

Ma tu mio Signore
non hai vissuto l’abbandono nella tua passione?
Come posso chiedere io consolazione se chiedo di salire con te sul Golgota?

Se vuoi il Tabor devi passare dai Getsemani
devi essere seme che marcisce per fare frutto
Signore fa che non mi inganni
che io non cerchi mai la mia gloria
ma che tutto in me sia offerto a te

Anche la mia miseria
quella miseria che tu cerchi negli uomini
e trasformi in humus fecondo
dopo averla innaffiata con la fresca rugiada della tua grazia

Signore mi abbandono alla tua volontà
ma tu non permettere mai più che io cada

Che questa Pasqua possa viverla in unione con te
che possa essere il Cireneo che ti accompagna
ma se nella prova mi sfilo dalla croce per ritornare al mondo
trattieni la mia mano e stringila forte
riportami sul tuo sentiero

Mio Signore
ripeto ogni giorno la mia Litania
a te mi dono senza riserve
accetta la mia miseria
Benedetto sei tu mio Signore
non lasciare la mia mano
Fa che io non mi inganni
cercando me stesso anziché la tua gloria
Quando l’orgoglio come un cancro si insinua nei pensieri
e nelle mie azioni
Io voglio essere Carità
manda il tuo spirito per farmi Carità
io voglio essere Umiltà
caccia via da me ogni traccia di Superbia

Purificami con il tuo Spirito
e agisci con me e in me
annientami e poi fammi strumento
perché io possa esaltarti
o fammi niente, lasciami miseria
perché ciò che tu vuoi e sommo bene per me

 8Ora, che attendo, Signore?
In te la mia speranza.
9Liberami da tutte le mie colpe,
non rendermi scherno dello stolto.
10Sto in silenzio, non apro bocca,
perché sei tu che agisci.
(Salmo 39)

mar 21 feb 2012


Mi piacerebbe sentire nel silenzio della stanza la tua voce
una voce potente, come un tuono…
o forse no; dal mio Gesù mi attenderei una voce amicale, dolce, amorevole
che ispira fiducia e intenerisce.
Sentirsi chiamare per nome, sentire i peli che si drizzano per il turbamento
e poi provare una grande, immensa gioia nel cuore
Ma come potrebbe mai Gesù mostrarsi a uno come me?
Ma chi può dubitare della sua misericordia?
Perché non dovremmpo sperare?
O forse no, forse Gesù a queste mie parole
mi sta guardando un po’ indignato
mi ripete come ai Farisei nel vangelo:
“Volete un segno? nessun segno verrà dato a questa vostra generazione, se non il segno di Giona!”
Oh mio Gesù, non irritarti per la mia miseria
riconosco la mia nullità
il peso dei peccati mi schiaccia
i miei peccati mi stanno sempre dinanzi
non sono degno neppure di alzare gli occhi per cercarti tra le nubi del cielo
eppure quando prego e guardo il cielo
non posso fare a meno di immaginarti
dietro una bianca nuvola
che mi ascolti paziente
L’unica cosa che posso chiederti è di avere pietà della mia fragilità
L’unica cosa che posso desiderare è che presto mandi su di noi il Consolatore,
Lo Spirito Santo ci darà quella Fortezza
che ci renderà forti di fronte al peccato

Ci darà quella Santa Sapienza che si corrompe nell’orgoglio
ma che anzi, insegna l’umiltà.

Due sono le cose che contano:
abbandono totale di me stesso a te
e la tua Santissima Volontà.

Dio è portatore, salvatore, donatore.
Egli porta: vi porta il suo messaggio d’amore attraverso la vita.
Egli salva: vi salva per mezzo del Figlio Gesù.
Egli dona: vi dona per mezzo dello Spirito Santo i suoi sette Santi Doni.
(8 giugno 1986, messaggio della Madonna a Rosario Toscano, Belpasso)

Allora tutt’e tre le divine Persone si comunicano ad essa, le parlano e le fanno intendere le parole dette dal Signore nel Vangelo:
che egli verrà, con il Padre e lo Spirito santo, a dimorare nell’anima che lo ama e osserva i suoi comandamenti.”
(Santa Teresa d’Avila; “Castello interiore”, VII mansioni, cap. I, par. 6)

 

26 ottobre 1996 Gesù:
“Dovete essere consapevoli che io vengo ai Miei figli in due forme: una di consolazione, l’altra nelle prove. Io giudico appropriato ciò di cui avete bisogno, riprendo la vostra vanità e i vizi, o vi esorto e vi consolo con le virtù.

Vi chiedo di essermi devoti in ogni momento: nei momenti di benedizione o nei momenti di confusione interiore. Non giudicate la vostra spiritualità in base al tempo che avete dedicato alla preghiera o dai successi che avete conseguito per gli altri. Siatemi devoti e cercate la Mia approvazione, non l’approvazione creata dalla generalità dell’umanità.”

(Gesù a Catalina Rivas)

Mi chiedevo in questi giorni come innalzare una preghiera gradita a Dio.
Nel Rosario ho chiesto alla Mamma Celeste di darmi una strada.
Così mi ha risposto:

Messaggio del 9 ottobre 1983 (Messaggio dato al gruppo di preghiera Medjugorje)
Ciò che è più importante per poter pregare bene è avere un continuo desiderio di Dio e un gran desiderio di salvare le anime. Lasciatevi guidare da questi due desideri: l’anelito a Dio e la salvezza degli uomini. Allora pregherete volentieri e troverete facilmente il tempo per la preghiera.

Oh mio Gesù, Vorrei tanto che quando vengo a mendicare il tuo corpo nella Santa Messa
tu non entrassi dentro il mio cuore in maniera silenziosa e discreta.
Quando sei in me, e mi risani, e mi riscaldi il cuore, e nutri la mia anima, vorrei che tutto questo non fosse un’opera delicata e silenziosa.
Vorrei sentirti far rumore, spostare tavoli e sedie, per insediare il tuo trono.
Vorrei che tu non mi dicessi soltanto di essere il mio Dio di Misericordia
di essere pronto a darmi quanto chiedo
Vorrei che quando ti imploro di accettare me stesso in offerta
tu mi dicessi: “bene mio servo inutile,
cambierò la tua miseria perché tu possa glorificarmi”

Vorrei che in questa Quaresima oramai alle porte
mi dicessi:
“vieni con me, prendi la mia mano
voglio portarti con me sul calvario
andiamo a scardinare le porte dei cuori
dei tuoi fratelli, perché io possa dargli il mio amore”.

Mer 22 Feb 2012 – Mercoledì delle Ceneri


Oggi io , Emer….
intendo donarmi e consacrarmi
totalmente e per sempre
a servizio e lode del Verbo di Dio ,
incarnato per nostro amore….

P: Nel nome del Padre…
Lodiamo il Signore
T: Egli compie meraviglie in mezzo a noi
P: Benediciamo il Signore
T: Egli è misericordioso e fedele
P: Cantiamo al Signore nostro Dio
T: il suo nome è Santo e la sua bontà è senza limiti.

Emer si era consacrato a Dio il 24 Aprile, sul letto d’ospedale, e già da qualche tempo gli era familiare la preghiera che in Comunità facciamo spesso, la preghiera di Charles de Foucau1d:

“Padre mio, mi abbandono a te, fa di me quel che ti piace… Sono pronto a tutto, accetto tutto purché la tua volontà si compia in me. Rimetto la mia anima nelle tue mani, te la do, mio Dio, con tutto l’amore del mio cuore, perché è un bisogno d’amore per me donarmi mettermi nelle tue mani con un’infinita fiducia, perché tu sei il Padre mio.”

Aveva soltanto la vita da donare. E l’ha fatto. Ecco dove sta la grandezza di Emer.
È morto il mese dopo, sempre in silenzio, senza più un sussulto, come se, dopo il dono di sé, ci avesse voluto dire, reclinando il capo: tutto è compiuto.

L’epilogo della vita di Emer è un ciclo pasquale che dura 80 giorni precisi i 40 della Quaresima prima, i 40 del tempo pasquale poi, terminando esattamente il giorno dell’Ascensione.
Il male gli viene diagnosticato il mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima, l’operazione avviene il giovedì santo, compie 18 anni il venerdì santo, passa da questa vita a quella eterna il giorno dell’Ascensione di nostro Signore Gesù Cristo.
Il 31 Maggio 1992, domenica, nella Chiesa si celebra solennemente l’ascesa del Cristo al Padre, a Bologna, dove Emer si trova, la sacra immagine della B. Vergine di San Luca sale al colle della Guardia…
È tutta un’Ascensione. Anche Emer in quel giorno e in quell’ora conclude il suo ciclo pasquale.
Anzi no: lo inizia, nel giorno che conosce il mattino ma non la sera.
Coincidenze? È il “calendario liturgico” di Emer.

Passando per la valle del pianto
la cambia in una sorgente ,
anche la prima pioggia
l’ammanta di benedizioni.
Cresce lungo il cammino il suo vigore ,
finchè compare davanti a Dio in Sion.

(Salmo 84)

Se ti preoccupi di essere di Dio, quasi che fosse tua forza l’esserlo, tu ti
sei già ristretta nelle tue povere – attività, tutte umane, tutte materiate di
orgoglio; se ti abbandoni a Dio, tu gli darai ampia libertà di… devastarti, per
riedificarti.
(Sac. Dolindo Ruotolo)

Devastarci per riedificarci.
Siamo venuti su come rami storti
per la nostra stoltezza
per la nostra tanto osannata e pretesa libertà di agire

Come un muratore di fronte a un muro malcostruito
quanto poco vale la pena costruire sopra
meglio buttar giù la parte storta e ripartire dal basso.

Mio Gesù,
Oggi inizia la mia prima Quaresima
come un bimbo appena battezzato
mi avvio a percorrere con te questo cammino

conducimi con te e la Mamma Celeste
ogni giorno fin sotto la tua croce

lun 27 feb 2012


Cosa vuoi da me?
cosa vuoi da me? te lo chiedo spesso
cerchi in me un santo, un martire, un servo o una nullità che ti adori?
mi vuoi inutile?
qualunque cosa tu voglia

ma poi mi dico…
forse diresti a me in questo momento
“e tu.. cosa vuoi da me?”
Cosa potrei risponderti?
Non sono forse io ad avere bisogno di te?
Non sono io che ti cerco ogni giorno come un disperato?

Adesso che sono più le paure delle certezze
prenditi quello che vuoi, e tuo, te l’ho già dato
e rinnovo la mia offerta ogni giorno
ma voglimi bene
non indignarti per le mie miserie quotidiane
soprattutto quando offro e poi tengo socchiusa la mano
per paura di perdere tutto
è solo paura
paura che passa quando tu sei presente
e ritorna quando non ti sento

Spesso mi chiedo:
un eccesso di devozione verso Gesù
è mancanza verso Dio Padre?
oppure, offrire troppe attenzioni
alla Mamma Celeste
offende il Cuore di Gesù?

All’età di dieci anni, un giorno Teresa sente dettarsi dalla Madonna questo mirabile programmino di vita perfetta in cinque punti:

Dio solo per fine
Gesù per modello
Maria per guida
L’Angelo per aiuto
Io sempre nel sacrificio
(Piccola storia di una vittima – Biografia di Teresa Musco)

mercoledì 29 feb 2012


Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, 24lascia lì il tuo dono davanti all’altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.

Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. 26In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo!
(Mt 5)

Non respingermi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito;

poiché non gradisci il sacrificio
e, se offro olocausti, non li accetti.
Uno spirito contrito è sacrificio a Dio,
un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi.
(Salmo 51)

 

lun 05 mar 2012


Tardi ti ho amato

(S. Agostino, Confessioni 10.27.38)
Tardi ti ho amato,
bellezza così antica e così nuova,
tardi ti ho amato.
Tu eri dentro di me, e io fuori.
E là ti cercavo.
Deforme, mi gettavo
sulle belle forme delle tue creature.
Tu eri con me, ma io non ero con te.
Mi tenevano lontano da te
quelle creature che non esisterebbero
se non esistessero in te.

Mi hai chiamato,
e il tuo grido ha squarciato la mia sordità.
Hai mandato un baleno,
e il tuo splendore
ha dissipato la mia cecità.
Hai effuso il tuo profumo;
l’ho aspirato e ora anelo a te.
Ti ho gustato,
e ora ho fame e sete di te.
Mi hai toccato,
e ora ardo dal desiderio della tua pace.

Rileggendo quanto scritto nei mesi scorsi
avrei voglia di cancellare tutto e ricominciare dall’inizio.
Mi vergogno di quanto scritto in precedenza

perché in tutto quello che ho scritto
mi appare manifesta la stoltezza umana
io non cercavo Gesù, ma me stesso
nessuna umiltà da parte mia
ma piuttosto, esaltazione di sé
quando Gesù regalava un attimo
un soffio di consolazione

mi sentivo bene, dicevo a Gesù
vieni mio Re, vieni a riposare nel mio Cuore
dammi pace.
Era una bella sensazione di serenità
immaginavo Gesù che appoggiava la sua testa sul mio cuore

che frase sciocca
Gesù appoggia la testa sul mio cuore…

Gesù ti imploro,
non sdegnarti con me
per la mia triste miseria

Trattieni il tuo disgusto
non merito nessuna consolazione mio Signore
tu leggi nel mio cuore
sai che nella mia miseria
grande è il desiderio di appartenerti

voglimi bene mio Signore
abbi misericordia di me
ogni giorno ti cerco
schiacciato dal peso della mia miseria

Perdonami se non intendo a volte le tue parole
perdonami se sono ancora duro di cuore
e lento a capire

Mandami il tuo Spirito
perché mi insegni il Santo timor di Dio
e raccomanda al mio angelo
di spiegarmi ogni parola
perché sono duro a capire

Quel grande campo che hai promesso
sia a lode del tuo nome
quello che mi doni
è tutta una benedizione celeste
chino la mia testa al tuo giudizio mio Signore
colpiscimi per le mie colpe
disprezzami e mortificami
fino a estirpare in me tutto il veleno dell’orgoglio
e a soffocare la mia peggior nemica
la Superbia dei cuori
ma non smettere di volermi bene

Sono io ad aver bisogno di Dio

Rileggendo quanto scritto nei mesi scorsi
sono io che voglio consolare
sono io che voglio farmi strumento
sono io che voglio agire (per la gloria di Dio?)
sono io e sempre io
Io Parlo io Voglio io Desidero

Io sono niente

Io sono solo un servo di Dio
io sono solo un sacco di carne
che senza i doni di Dio
vuoto rimane e si affloscia sul pavimento

Possiamo solo donarci a Dio
senza riserve
ogni giorno possiamo offrirci a lui
perché faccia di noi quello che crede
dobbiamo ogni giorno cercarlo
come docili agnelli
implorandolo di pascerci

perché siamo in prova
e non sappiamo quando verrà il giorno del giudizio
chi potrà reggere quel giorno lo sguardo del Signore?

Levate i vostri occhi e guardate i campi che gia biondeggiano per la mietitura.
36E chi miete riceve salario e raccoglie
frutto per la vita eterna, perché ne goda insieme chi semina e chi miete.
37Qui infatti si realizza il detto: uno semina e uno miete.
38Io vi ho mandati a mietere ciò che voi non avete lavorato;
altri hanno lavorato e voi siete subentrati nel loro lavoro».
(Gv 4)

Il Signore Nostro Dio ci riempie del suo Spirito
noi possiamo solo offrirgli il nostro cuore
ma senza il suo anelito non possiamo nulla
noi dobbiamo offrirci a Dio
abbiamo il dovere di essere Santi
ma non per ottenere da Dio la grazia della consolazione
solo per amore di Dio
solo per il sacrificio di Gesù Cristo

“Siate santi, perché io, il Signore Dio vostro, sono santo” (Lv 19, 2).
“Voi sarete per me uomini santi” (Esodo 22, 30)

Come figli ubbidienti, non conformatevi alle concupiscenze del tempo passato, quando eravate nell’ignoranza,ma come colui che vi ha chiamati è santo, voi pure siate santi in tutta la vostra condotta, poiché sta scritto: «Siate santi, perché io sono santo».1Pietro 1:14-16

Ven 09 marzo 2012


Io mi servirò dei piccoli, degli umili per confondere i sapienti, per aiutarli a crescere, per far si che tornino nella mia casa ai piedi dei Tabernacoli.

Ascoltami: ci sarà un tempo che Io ti chiederò qualcosa in più; in quel tempo sarai pronta, l’abito sarà candido e le tue ali robuste, il tuo spirito forte e le tue mani operose e attive per la mia vigna. Avrai sandali per camminare e occhi per guardare, uno spirito sensibile e attento.
Ascolta le mie parole e attendi, prega e fai silenzio.

Ho effuso nel tuo cuore e in alcune anime un grande dono che presto adopererai per aiutare le anime e per ricondurle al mio ovile.
Prega e fai pregare per la Chiesa e per tutti i consacrati e le consacrate.

Io Dio effonderò il mio spirito e farò nuove tutte le cose.

MESSAGGIO DI GESÙ AD UN’ANIMA MISTICA
29 aprile 2005

 

lun 12 mar 2012


Devo dire che da quel momento la mia anima iniziò a soffrire molto.
Ero impaziente e dicevo a Dio: “Ehi Dio, sarà tutta colpa Tua se non faccio la Tua volontà!”.
Non sapevo, però, che non dobbiamo pretendere miracoli da Lui.
Ero ancora molto giovane.
Pensavo spesso che Dio cercasse di mostrarmi quello che voleva che io facessi, ma io non ero capace di capirlo.
Mi aspettavo sempre di trovare una nota scritta a mano, nascosta sotto un mucchio di fieno.
(Maria Simma – Fateci uscire da qui)

 

Perché mi chiamate: Signore, Signore, e poi non fate ciò che dico? (Lc 6, 46)
Nessuno che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio
(Lc 9,62)

Mai più tornare indietro,
ma che fatica nei momenti di aridità
Dobbiamo imparare ad essere forti anche nella prova
impugnando il Rosario come un’arma

Gesù guarda le nostre intenzioni
legge i nostri pensieri

18Infatti [Gesù] proprio per essere stato messo alla prova ed avere sofferto personalmente, è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova. (Ebrei 2)

 

Chiediamo allo Spirito Santo di darci Fortezza.

Sappiate, cari figli, che egli vi ama, e per questo vi mette alla prova. (Medjugorje, 11/10/1984)

18E a chi giurò che non sarebbero entrati nel suo riposo, se non a quelli che non avevano creduto? 19In realtà vediamo che non vi poterono entrare a causa della loro mancanza di fede.
(Ebrei 3)

 

lun 26 marzo 2012


Perché 7 non montassi in superbia per la grandezza delle rivelazioni,
mi è stata messa una spina nella carne, un inviato di satana incaricato di schiaffeggiarmi, perché io non vada in superbia.

A causa8 di questo per ben tre volte ho pregato il Signore che l’allontanasse da me. 9Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza».

Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. 10Perciò mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole, è allora che sono forte.

(San Paolo – Seconda lettera Corinzi, 12)

mer 28 marzo 2012


Rivela Te Stesso a me
O Signore, non sono io che vengo a te perché non so bene quale sia la via. La mia mente è limitata, il mio spirito prigioniero, sono legato al corpo, vi sono molte cose che mi tentano, i desideri, le passioni, ma vorrei avvicinarmi a Te. Allora vieni tu da me, vieni a cercarmi – come figlio o come servo – Tu che sei Amore. Non sono io, o Signore, a costruire per Te una dimora nel cuore, perché se non costruisce il Signore invano lavorano i costruttori. Chi sono io per costruire un tempio santo per Te perché dimori in esso il Tuo Spirito? Signore, sei Tu a costruire Gerusalemme. Vieni dunque e non aspettarmi poiché l’attesa potrebbe essere lunga.

Non con il mio sforzo, ma con il Tuo sostegno, non con la mia forza, ma con la Tua grazia. Da solo non posso conoscere, ma con il tuo amore rivela Te stesso a me affinché il mio amore verso di Te possa crescere. Ogni volta che conosco una cosa nuova in Te aumenta il mio amore per Te e la mia relazione con Te diventa più solida e radicata.

Ma come fa l’uomo ad amare veramente un altro essere senza conoscerlo e vederlo? Rivela Te stesso a me perché possa conoscerTi, non attraverso gli uomini o i libri, ma mediante la conoscenza di ciò che abbiamo visto con i nostri occhi e toccato con le nostre mani. Non posso conoscerTi veramente per mezzo dei libri o quelli che Ti hanno conosciuto perché nemmeno questi sono in grado di esprimere ciò che hanno visto in Te e si limitano a dire: “Vieni e guarda come è buono il Signore”.

Me se riveli Te stesso a me, o Signore, come farò a vedere il tuo volto? Poiché senza santità nessuno può vedere il Signore. La santità non è alla mia portata, sono debole davanti al mondo, al corpo, al demonio, alle passioni, alle tentazioni e ai pensieri. Spesso cado in perdizione. La santità è un sogno che desidero ma come fare? Vuol dire che non Ti vedrò mai?

Donami, Signore, purezza di cuore perché possa vedere il Tuo volto, purificami con issopo e sarò mondo, lavami e sarò più bianco della neve.

Shenuda III († 17.3.2012)
dal libro “Intilaq al-Ruh”

Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre. (Ger 20:7)

Questo è il silenzio: lasciare che il Signore pronunci dentro di noi una parola uguale a Lui.

Che cosa mai possiedi che tu non abbia ricevuto? E se l’hai ricevuto, perché te ne vanti come non l’avessi ricevuto? (1Co 4:7)

Metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. (Ez 36:26)

Eppure vedi, io mi sono fatto uomo. Se voi rifiutaste di diventare Dio insieme a me, sareste ingiusti nei miei confronti.

Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore. (Ger 29:13)

Io sono Colui che è (Es 3:14)

 

ven 04 maggio 2012


Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». (Gv 14, 21)

Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me!
Giovanni – 14:1 a 3

Oh Gesù mio
Quanto bisogno c’è di una tua carezza.
L’amore per te mi consuma,
Sento la tua presenza
ma non vedo il tuo volto
sento il tuo respiro
ma non sento la tua voce

Desidero tanto poter dire come S.Paolo

Sono stato crocifisso con Cristo, e non son più
io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e la vita che vivo ora nella carne, la
vivo nella fede nel Figliuol di Dio il quale m’ha amato, e ha dato se stesso per
me.(Galati 2:20)

 

L’acqua che qui il Signore concede contiene grandi tesori e favori preziosi, e fa crescere in virtù in modo incomparabilmente maggiore che non nello stato precedente. L’anima va spogliandosi delle sue miserie e acquistando qualche conoscenza delle delizie del cielo. E mi pare che questo la faccia maggiormente progredire… Arrivati a questo punto, si perde l’avidità delle cose terrene, sino a non trovare in esse più alcuna soddisfazione… Credo impossibile tanta felicità nelle gioie della terra. In esse vi è sempre qualche cosa che contrasta, mentre qui non vi è che contento.

Essendo così lontana dal mondo e in compagnia così piccola e santa, vedo ogni cosa come da un’altura, per cui poco mi curo di ciò che si dica o si sappia di me.
Più che delle chiacchiere a mio riguardo mi interesso di ogni più piccolo progresso che un’anima possa fare… La vita mi è divenuta come una specie di sogno, e sogno mi sembra tutto quello che io vedo. Non sento più né grandi gioie, né grandi afflizioni. E se talvolta ne provo ancora, è solo per poco tempo, tanto da meravigliarmene io stessa, rimanendomene poi con l’impressione come di una cosa sognata.

(S.Teresa D’Avila)

 

lun 14 maggio 2012


Ho abbattutto il mio braccio
sugli empi che mi accusavano ingiustamente
e mi sono compiaciuto di me
Ho riso di essi
dimenticando che Dio è la mia giustizia
e che io devo essere perdono

Pensavo di averli piegati
senza aver confidato nel Signore
ma era solo un illusione
non c’è giustizia senza di te,
sono tornati ruggendo
e nella paura sono rimasto confuso

Adesso che non vedo speranza
vengo di nuovo a te in preghiera
perdona la mia presunzione
Dove vado senza di te?

Siamo tralci che non vivono senza la vite
Nulla possiamo senza di Te

In te confido mio Signore

7la tua giustizia è come i monti più alti,
il tuo giudizio come il grande abisso:
uomini e bestie tu salvi, Signore.

11Concedi la tua grazia a chi ti conosce,
la tua giustizia ai retti di cuore.
12Non mi raggiunga il piede dei superbi,
non mi disperda la mano degli empi.
13Ecco, sono caduti i malfattori,
abbattuti, non possono rialzarsi.
(salmo 36)


Dio dice:

Non adirarti contro gli empi
non invidiare i malfattori.
2Come fieno presto appassiranno,
cadranno come erba del prato.

3Confida nel Signore e fà il bene;
abita la terra e vivi con fede.
4Cerca la gioia del Signore,
esaudirà i desideri del tuo cuore.

 7Stà in silenzio davanti al Signore e spera in lui;

18Conosce il Signore la vita dei buoni,
la loro eredità durerà per sempre.
19Non saranno confusi nel tempo della sventura
e nei giorni della fame saranno saziati.

21L’empio prende in prestito e non restituisce,
ma il giusto ha compassione e dà in dono.

23Il Signore fa sicuri i passi dell’uomo
e segue con amore il suo cammino.
24Se cade, non rimane a terra,
perché il Signore lo tiene per mano.

25Sono stato fanciullo e ora sono vecchio,
non ho mai visto il giusto abbandonato
né i suoi figli mendicare il pane.
26Egli ha sempre compassione e dà in prestito,
per questo la sua stirpe è benedetta.

27Stà lontano dal male e fà il bene,
e avrai sempre una casa.
28Perché il Signore ama la giustizia
e non abbandona i suoi fedeli;

39La salvezza dei giusti viene dal Signore,
nel tempo dell’angoscia è loro difesa;
40il Signore viene in loro aiuto e li scampa,
li libera dagli empi e dà loro salvezza,
perché in lui si sono rifugiati.

(Salmo 37)

2Signore, non castigarmi nel tuo sdegno,
non punirmi nella tua ira.
3Le tue frecce mi hanno trafitto,
su di me è scesa la tua mano.

4Per il tuo sdegno non c’è in me nulla di sano,
nulla è intatto nelle mie ossa per i miei peccati.
5Le mie iniquità hanno superato il mio capo,
come carico pesante mi hanno oppresso.

7Sono curvo e accasciato,
triste mi aggiro tutto il giorno.

9Afflitto e sfinito all’estremo,
ruggisco per il fremito del mio cuore.
10Signore, davanti a te ogni mio desiderio
e il mio gemito a te non è nascosto.

13Tende lacci chi attenta alla mia vita,
trama insidie chi cerca la mia rovina.
e tutto il giorno medita inganni.

14Io, come un sordo, non ascolto
e come un muto non apro la bocca;
15sono come un uomo che non sente e non risponde.

19Ecco, confesso la mia colpa,
sono in ansia per il mio peccato.
20I miei nemici sono vivi e forti,
troppi mi odiano senza motivo,

22Non abbandonarmi, Signore,
Dio mio, da me non stare lontano;
23accorri in mio aiuto,
Signore, mia salvezza.

Salmo 38

2Ho detto: «Veglierò sulla mia condotta
per non peccare con la mia lingua;
porrò un freno alla mia bocca
mentre l’empio mi sta dinanzi».
3Sono rimasto quieto in silenzio: tacevo privo di bene,
la sua fortuna ha esasperato il mio dolore.
4Ardeva il cuore nel mio petto,
al ripensarci è divampato il fuoco;
allora ho parlato:
5«Rivelami, Signore, la mia fine;
quale sia la misura dei miei giorni
e saprò quanto è breve la mia vita».

8Ora, che attendo, Signore?
In te la mia speranza.
9Liberami da tutte le mie colpe,
non rendermi scherno dello stolto.
10Sto in silenzio, non apro bocca,
perché sei tu che agisci.

11Allontana da me i tuoi colpi:
sono distrutto sotto il peso della tua mano.
12Castigando il suo peccato tu correggi l’uomo,
corrodi come tarlo i suoi tesori.
Ogni uomo non è che un soffio.

 salmo 39

 

mer 30 maggio 2012


Io sono povero e infelice;
di me ha cura il Signore.
Tu, mio aiuto e mia liberazione,
mio Dio, non tardare. (salmo 41)

 

mar 5 giugno 2012


Non ti ho io comandato: sii forte e coraggioso? Non temere dunque e non spaventarti,perchè è con te il Signore tuo Dio,dovunque tu vada. ♥
(Giosuè 01:09)

 

ven 8 giugno 2012


Non tardare mio Signore
io qui rimango
ad aspettarti
e dove vado…
distante da te c’è solo il deserto mio Signore.

Che dispiacere che mi hai dato
eppure lo sapevo
che il tempo sarebbe arrivato
e che tu vagli il grano dalla pula
vorrei essere più forte

Ma siamo legati al suolo
da zavorre che sono macigni
oggi consolazione
domani crogiolo

Che dispiacere mio Signore
scusami se son così vile
non udire i miei lamenti
porgi pure il calice

scusa i miei lamenti
e la mia rabbia repressa
dov’è l’umiltà?
e lo spirito contrito?
e la pazienza di Giobbe?

Non tardare mio Signore
stringo gli occhi sotto i tuoi colpi
e aspetto
che tu mi ristabilisca nel diritto
quando sarò pronto ai tuoi occhi

lun 31 luglio 2012


Quando cammini con Dio nulla può farti niente, vai veloce e spedito, ti guardi allo specchio e stai bene con te stesso.
Basta basta coltivare e innaffiare questo rapporto d’amore, con i sacramenti e la preghiera, e ti ritroverai innamorato di Dio.
Quando ami veramente Dio non ti manca nulla, non ti serve niente.
Nell’abbandono alla sua volontà scopri la potenza di Dio, una cosa potentissima che senti distintamente nel cuore una sensazione di pienezza, una fiamma accesa.

Dio ti da un armatura per cui nulla può scalfirti.
Ti dico con sincerità che l’unica cosa seria di questo mondo è Dio.
Seguire la ricchezza,  il benessere, la cura del corpo e i muscoli scolpiti, sono illusioni misere, che marciranno come tutte le cose dietro cui corriamo scodinzolando in questa nostra epoca di matti che hanno dimenticato Dio.

Dio è amore, noi invochiamo la libertà da lui, vogliamo emanciparci da lui, ma ci smarriamo, ci ammazziamo di odio e poi lo accusiamo di tutto il male del mondo.
Ma Dio può essere male?

“Ad Efraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano, ma essi non compresero che avevo cura di loro.
Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d’amore; ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia; mi chinavo su di lui per dargli da mangiare.
Come potrei abbandonarti, Efraim, come consegnarti ad altri, Israele?”
(Libro di Osea 11,1.3-4.8c-9)

Non ti smarrire, ama Dio sul serio, osserva i suoi comandamenti, cresci spiritualmente e vedrai che non ti mancherà mai niente.
Sarà lui a imboccarti e nutrirti, ti farà da madre e da padre.
Questo è Dio, per come lo conosco io.
A tutti voi, vi chiedo, per favore, quando vi trovate nella disperazione, e vi sentite senza direzione, alla deriva, invocate Gesù Cristo, sapete cosa vuol dire Gesù?
Il significato di Gesù è “Dio salva”

lun 12 novembre 2012


“A chiunque volesse ascoltarmi, parlerei.
A chiunque mi desiderasse, verrei”.

(5 luglio 1938 Gesù a Gabrielle Bossis)

Ama seminare il mio nome nelle parole che pronunci. Come una tenera riparazione per il dolore che mi procurano coloro che vogliono cancellarmi da tutto, persino dall’anima dei fanciulli.
Semina il mio nome, io lo farò crescere”.

IO SONO L’ESSERE STABILE, IMMUTABILE.

IO SONO LA PRESENZA. IO SONO LO SGUARDO.

IO SONO COLUI CHE CONTIENE TUTTO.

IO SONO SIA L’STANTE CHE L’ETERNITA’

 

A volte ci si sente così miseri, piccoli, si cerca quel contatto, quel tassello che manca per la gioia piena.

Quanta amarezza.

Anelare all’amore completo, sentirlo a un passo e rimanere delusi nel silenzio.
Vorrei avere occhi per vedere, e orecchie per ascoltare.
Perché questa lunga attesa?
Perché manca così tanto al ricongiungimento con l’inizio.

A volte è così forte la presenza dell’amato, sembra che basti un niente per sentire la sua voce.
E cerchi il silenzio per ritrovarti da solo con lui.
Lontano dal rumore del mondo avverti la sua vicinanza.
Perché tardi a venire?
Quando vieni?
Padre, fratello, amico, è così grande il desiderio di averti,
al punto che darei tutto me stesso
… mio unico conforto, non vedi quanto ti cerco?

Cosa vuoi ancora?
Prenditi quello che vuoi, io voglio farti dono di me stesso.
Ma non tardare.

16 febbraio 1947. “Te ne prego, vivi ininterrottamente nel mio amore! Io non ti costringo. Non vi costringo mai, nemmeno ad accogliere i miei doni. Siete liberi.

Quante volte la vostra libertà mi ha crocifisso!…
Allora, aspetto… aspetto per secoli…
Non credi che ti attendo da molto tempo?…
Nessuna anima è simile alle altre.
Nessuna mi darà ciò che attendo da te”.

 

Il dialogo di un’anima con Dio è unico ed esemplare; per ognuno di coloro che ne hanno il beneficio, esso è esclusivo e non si rivolge che all’intimo dell’essere, ma ognuno di coloro che ne leggono le frasi può sentirne l’eco nel proprio cuore. I testi di Gabrielle Bossis si presentano come parole di Gesù stesso, sentite dalla mistica e scritte di getto sulla carta.

Capitò alla beneficiaria di avere dubbi e più volte si domandò se non fosse la sua immaginazione o il suo orgoglio che la illudevano. Al che la voce interiore le rispondeva con un’ammirevole saggezza: «Dubiti che sia Io? Fa’ come se fosse vero». O ancora: «Ma quand’anche queste parole uscissero dal tuo umano naturale, non sono Io ad aver creato questo naturale? Non devi riportare tutto a Me?»

L’Avvenire

 

19 settembre 1946.
“Non vuoi lasciarmi prendere gioia da te? Tu mi credi infinitamente felice; ma pensa alla gioia contingente che voi potete procurarmi e che mi è negata in tanti cuori!
Questa è la tua occasione di consolarmi.
Un uomo aveva molti figli che amava d’un affetto misurato su ciascuno. Prevedeva ogni dettaglio e cercava solo di renderli felici.
Alcuni si stancarono d’un tale amore e lo lasciarono con insolenza.
Altri, trascinati da questo esempio, se ne andarono con meno scalpore, ma con la stessa ingratitudine.
Altri ancora furono tentati dal piacere dell’indipendenza e si allontanarono pieni di orgoglio.
Quest’uomo rimase solo con l’ultima delle sue figlie, che gli dimostrò una devozione così fedele, una tale volontà di riparare le ferite causate dai fratelli che quest’uomo, per la presenza di quest’unica figlia, per il suono puro della sua voce, per i suoi gesti che cercavano soltanto di piacergli, dimenticò le colpe ingiuriose (degli altri figli) e il proprio dolore.
Vuoi essere tu questa presenza per me?
Vuoi donarmi tutte le tue azioni?

Gabrielle risponde: “Signore, sono così piccola”.

Gesù le dice: “Unisciti a me. Ti farò grande”.

Oggi è un anno da quando ci siamo ritrovati.

A volte ti offro le mie preoccupazioni,
i miei problemi,  l’incertezza del domani
spesso sono impaziente,
sbuffo nell’attesa che le mie preghiere vengano esaudite
che torni il sereno come chiesto

Eppure mi sembra di sapere la tua risposta
Come se tu mi avessi già risposto,
la tua risposta è:
Ti faccio mancare forse qualcosa,
ti manca il pane quotidiano?
Non puoi soffrire un poco?
Pensa quanto ho sofferto io.
Puoi portare un po’ la croce?”

E ti chiedo del mistero del dolore,
qual’è il segreto della sofferenza?

Ogni colpa va espiata,
su questa terra o in cielo nel purgatorio.

Meglio un anno su questa terra che una sola ora in purgatorio.
La giustizia vuole che ogni colpa venga espiata.

gio 15 novembre 2012


«La santità non si acquista in pochi giorni; basta volerla,
basta domandarla continuamente a Dio, basta incominciare subito».

beata Maddalena Morano

 

sab 28 dicembre 2012


Non cerco gloria ma nascondimento

“colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo (Mt 20, 26)”

Consolatevi,…finché voi temete di non amare Dio, e temete pure di offenderlo, voi già l’amate, voi già non l’offendete. (Ep.II, p.370)

Gesù mi dice che nell’amore è Lui che diletta me; nei dolori invece sono io che diletto Lui. (Ep.I, p.335)

Se in un’anima non ci fosse altro che la brama di amare il suo Dio, già c’è tutto, c’è Dio stesso, perché Dio non è dove non c’è il desiderio del suo amore: (Ep.III, p.721)

Da parecchio tempo sento in me un bisogno, cioè di offrirmi al Signore vittima per i poveri peccatori e per le anime purganti. (Ep.I, p.206)

E’ questo il giro di boa?
Il punto di non ritorno?
Offrire tutto se stesso, come Gesù. Questa è la via della santità?
Per la piena comunione occorre anche la rinuncia totale a se stessi.

Gesù parla di se stesso e dice:

“Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv 15, 9-17)

Qual’è il mistero della sofferenza? Cosa vuol dire donare se stesso?
Qual’ il potere salvifico della sofferenza?
Se vuoi essere santo devi bere il calice della passione.
Altrimenti accontentati di ricevere da Gesù ogni tanto una svogliata carezza.

Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?» (Mt 20, 22)

«Conviene addomesticarsi coi patimenti, che piacerà a Gasù mandarvi. Gesù che non può soffrire di tenervi in afflizione, verrà a sollecitarvi ed a confortarvi con l’infondere al vostro spirito nuovo coraggio ».
Padre Pio

Un modo ordinario di sentire Dio, con la preghiera, con i sacramenti, con “gemiti dello spirito inesprimibili” (san paolo)
un modo straordinario, che è la santità, ma che per realizzarsi occorre della piena rinuncia a se stesso.
Fin quando sei legato a cose di questa terra non puoi raggiungere vette di santità?
Ci può essere una santità nella ordinaria vita cristiana?

L’umiltà e la carità sono le parole maestre, tutte le altre sono dipendenti da esse… L’una è la più bassa, l’altra la più alta. La conservazione di tutto l’edificio dipende dal fondamento e dal tetto… (Ep.III, p.588)

Umiliati sempre ed amorosamente davanti a Dio ed agli uomini, perché Iddio parla a chi veramente tiene il suo cuore umile dinanzi a Lui e l’arricchisce dei suoi doni…(Ep.III, p.981)

Quanto è vero questo? ma soprattutto perché questa umiliazione sia vera e non impregnata di ipocrisia deve realizzarsi anche nel prossimo. Sia esso tua moglie, tuo padre, tuo fratello, tuo amico, tuo governante.
Altrimenti rischiamo di essere come gli ebrei che cercavano un Messia che li liberasse dai Romani, e non dal peccato.

L’Umiltà di cuore

“Il Signore sostiene gli umili
ma abbassa fino a terra gli empi.”
(Sal 147, 6)
“Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;”
(Lc 1, 51-52)
“Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato” (Lc 14, 11)
“Prima della caduta il cuore dell’uomo si esalta,
ma l’umiltà viene prima della gloria.”
(Proverbi 18, 12)

“eccelso è il Signore e guarda verso l’umile
ma al superbo volge lo sguardo da lontano.”
(Sal 137, 6)

“Il SIGNORE sostiene gli umili,
ma abbassa gli empi fino a terra.”
(Sal 147, 6)

“Bene per me se sono stato umiliato,
perché impari ad obbedirti.” (Sal 147, 71)

La via della carità

“Noi moriamo a poco a poco alla vita fisica, ed è questa una legge ordinaria tenuta dalla provvidenza; ed alla stessa maniera bisogna far morire anche le nostre imperfezioni di giorno in giorno; o felici imperfezioni, potremo esclamare, che ci fanno conoscere la nostra grande miseria, ci esercitano nella umiltà, al disprezzo di noi stessi, alla pazienza e diligenza; nonostante le quali Dio osserva la preparazione del nostro cuore, la quale è perfetta. …. Contentiamoci di camminare terra terra, giacchè lo stare in alto mare ci fa girare il capo e ci cagiona delle convulsioni. Teniamoci ai piedi del divin Maestro con la Maddalena. Pratica le piccole virtù proprie della tua piccolezza; la pazienza, la tolleranza col nostro prossimo, l’umiltà, la dolcezza, l’affabilità, la sofferenza delle nostre imperfezioni ed altre molte virtù.”
(Lett. a Erminia Gargani, Ep. III pag. 682-683)

Grazie San Pio per questa tua catechesi…

 


II Anno

 

il mio cammino per il cielo II